di Giovanna Loccatelli
La Stampa, 8 settembre 2025
È atteso oggi alle 10 il procuratore generale della Repubblica Enrico Zucca al carcere di Sanremo. Incontrerà i rappresentanti della polizia penitenziaria. Una visita “da annoverare tra gli eventi più importanti della casa circondariale” afferma Fabio Pagani, segretario regionale Uilpa. Dopo anni caratterizzati “da crisi ed eventi critici”, la situazione è mutata i primi di luglio con il sopralluogo del provveditore Mario Antonio Galati. In quel frangente, Galati adottò una linea dura: diede specifiche e stringenti disposizioni alla polizia penitenziaria. Da lì a poco è arrivato un nuovo comandante, Daniele Cutugno, incaricato di riportare ordine in una struttura dove “la legalità era diventata un’eccezione”, a detta del personale. “Dopo il 26 luglio, con queste nuove disposizioni, non si è verificato nessun evento critico” sottolinea Pagani.
I problemi dell’istituto però sono ancora tutti sul tavolo, il primo rimane il sovraffollamento: la capienza massima del carcere è di 211 posti, oggi “ci sono 256 detenuti” chiarisce Pagani che poi rimarca: “Sanremo è un carcere di frontiera, si riempe sempre, ma oggi la situazione è migliorata”. Un altro problema messo in evidenza dall’associazione Nessuno Tocchi Caino, la cui delegazione visitò il carcere il 3 luglio scorso, riguarda i detenuti: “Ci sono tanti tossicodipendenti che dovrebbero essere curati in un altro luogo, e purtroppo ci sono tanti casi di autolesionismo. In generale è molto diffuso il problema della salute mentale tra i carcerati”, le nette parole del segretario D’Elia. La delegazione affermò un concetto sacrosanto: “Il carcere dovrebbe assicurare la salute e la dignità di tutti”. E spesso questo non accade nei carceri italiani, come dimostrano gli eventi di cronaca e i numeri. Le parole di D’Elia non lasciarono spazio a fraintendimenti: “C’è un deficit strutturale e dirigenziale dell’istituto”. Ora la situazione sembra migliorata, almeno per le persone che lavorano all’interno del carcere. Ma la strada per una struttura “più umana” sembra ancora lunga, se si prende in considerazione l’attuale sovraffollamento. Ora resta da capire cosa cambierà con la visita del procuratore generale, ma una cosa è certa: il carcere di Sanremo è oggi una struttura “attenzionata”.











