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di Marco Preve

La Repubblica, 15 agosto 2023

La moglie va in procura: “Voglio sapere perché mio marito è in fin di vita, voglio capire cosa è accaduto in carcere”. Un cinquantunenne rumeno, Corneliu Maxim, detenuto nel carcere di Sanremo, dai primi di agosto è ricoverato in coma nell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. L’uomo ha riportato alcune contusioni e, soprattutto, una frattura alla testa per la quale i medici hanno dovuto intervenire con un delicatissimo intervento di “riposizionamento della teca cranica”.

La moglie dell’uomo, Daniela C., venerdì scorso si è rivolta all’avvocato Andrea Rovere e ha poi depositato nella cancelleria della procura di Imperia un esposto con il quale, oltre ad esporre la situazione e le gravi condizioni del marito, chiede che venga fatta chiarezza.

L’esposto è stato anche notificato per conoscenza all’ufficio del Garante regionale dei detenuti, ruolo ricoperto da alcuni mesi da Doriano Saracino: “Ho letto l’esposto e ci stiamo documentando, naturalmente attendiamo l’esito degli accertamenti della procura prima di trarre delle conclusioni”.

La signora ha anche fotografato il marito disteso nel letto dell’ospedale, una pratica dolorosa ma - come dimostrano numerosi casi di cronaca degli ultimi anni - spesso necessaria per documentare la gravità di una situazione.

Dal poco che si è potuto sapere, Corneliu Maxim è entrato nel carcere di Valle Armea il 24 giugno per scontare una pena definitiva per il reato di furto. Era autorizzato a incontrare moglie e figlia per colloqui di un’ora. Ai primi di agosto la moglie racconta di essere stata avvisata dagli uffici del carcere che il marito, per un malore non meglio precisato, era stato prima portato al pronto soccorso dell’ospedale di Sanremo e da lì trasferito d’urgenza a Pietra Ligure per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

La signora riferisce di aver raggiunto il Santa Corona e di aver trovato il marito in rianimazione “in condizioni pietose”. Visto che era privo di conoscenza alla donna è stato chiesto di firmare il modulo per il consenso alla donazione autologa di tessuto muscolo scheletrico finalizzato appunto all’operazione alla teca cranica. Daniela ha chiesto ai medici cosa fosse accaduto al marito, ma nessuno ha voluto o potuto darle spiegazioni se non quella di rivolgersi ad un legale per procedere in via formale.

Dopo la presentazione dell’esposto la procura dovrà chiarire le circostanze che hanno portato Corneliu Maxim a finire in un letto di ospedale in coma. Fra le ipotesi circolate informalmente c’è anche quella delle conseguenze di una caduta avvenuta quando Corneliu sarebbe stato solo nella sua cella. Una ricostruzione che, però, deve fare i conti con la devastante frattura ed altre contusioni al capo. Gli inquirenti dovranno quindi capire, anche in base ai referti medico legali e a una probabile perizia, se si possa escludere che il rumeno sia stato colpito da altri detenuti o da agenti penitenziari, e in quali circostanze. In ogni caso, esistono anche norme che definiscono la responsabilità dell’istituto rispetto alla tutela e all’incolumità dei detenuti. Un tema drammaticamente emerso in questi giorni a seguito delle due donne morte nel carcere Le Vallette di Torino.

Su quanto accaduto a Maxim non ci sono state comunicazioni neppure dai sindacati della polizia penitenziaria, in genere molto puntuali nel riferire di disordini, aggressioni e carenze di organici che rendono difficile la gestione di una struttura di detenzione. L’ultimo episodio, riferito da una nota sindacale, risale all’11 di agosto quando un agente sarebbe stato colpito a testate e calci da un detenuto italiano che nei giorni precedenti aveva appiccato il fuoco in una cella. Ieri mattina Repubblica ha contattato telefonicamente la Casa Circondariale di Sanremo chiedendo di poter parlare con la direttrice della struttura, Maria Cristina Marrè, ma la sua segretaria ha spiegato che la dirigente è in ferie.