di Danilo D’Anna
Il Secolo XIX, 4 dicembre 2023
Il criminologo Spoletti ricaverà al pc un filmato per chiarire la dinamica dell’aggressione. Usate le fotografie scattate in cella. Scagni è stato massacrato da due compagni nel carcere di Sanremo, doveva essere controllato ogni 20 minuti. L’aggressione subita da Alberto Scagni nel carcere di Valle Armea, a Sanremo, una decina di giorni fa, sarà ricostruita in 3D dal criminologo forense Gianni Spoletti. Questa mattina Scagni, che si trova in coma farmacologico dopo l’aggressione a colpi di sgabello da parte di due compagni di cella (cittadini di origine nordafricana, che nel frattempo sono stati trasferiti), sarà sottoposto a un nuovo intervento nell’ospedale di Sanremo dove è ricoverato. Ad eseguirlo il chirurgo plastico del Santa Corona di Pietra Ligure Giuseppe Pizzonia.
In attesa dell’esito chirurgico, si spera che i rilievi di Spoletti possano dare una svolta alle indagini. Spoletti è il consulente che la famiglia ha affiancato all’avvocato Fabio Anselmo per una contro-indagine sulle eventuali negligenze di polizia e responsabili del dipartimento di salute mentale, che secondo i genitori non avrebbero ascoltato i loro allarmi sulla pericolosità del figlio. Il criminologo ha già acquisito le foto scattate nella cella dove Scagni è stato picchiato e dove era stato trasferito dopo che aveva subito una prima aggressione nella casa circondariale di Marassi. Le immagini saranno inserite in una app in grado di ricostruire i momenti in cui il quarantaduenne, condannato in primo grado a 24 anni e sei mesi per aver ucciso la sorella Alice il primo maggio 2022 sotto la casa della donna, è stato massacrato.
Le fotografie messe a disposizione di Spoletti sono state scattate la settimana scorsa durante gli accertamenti tecnici richiesti dalla Procura di Imperia, che sta indagando sull’episodio anche in virtù di un esposto presentato dai legali di Alberto, gli avvocati Alberto Caselli Lapeschi e Mirko Bettoli. I quali hanno chiesto al procuratore Alberto Lari di fare luce sia sull’aggressione a Valle Armea sia su quella avvenuta a Genova. Scagni a Sanremo avrebbe dovuto essere controllato ogni 20 minuti, ma secondo difensori e familiari, si tratta di un arco di tempo insufficiente per ridurre in quelle condizioni una persona.
Spoletti è stato chiamato in causa proprio per questo: dall’analisi della posizione in cui sono stati trovati gli arredi della stanza dove è avvenuto il pestaggio e, soprattutto, delle tracce di sangue trovate sulle pareti e sul pavimento della cella, il criminologo ricaverà un filmato virtuale dell’aggressione costata quasi la vita al killer di Quinto.
Resta da capire se gli scatti effettuati durante l’accertamento tecnico saranno sufficienti a dare un responso attendibile (il perito per dirlo deve prima inserire i file nel computer). Se così non fosse, è possibile che Anselmo, il legale dei genitori di Alberto Scagni, chieda di poter svolgere un altro sopralluogo. Con l’utilizzo di uno speciale scanner mobile, già usato da Spoletti in occasione di altri episodi di cronaca che lo hanno visto in prima linea come consulente delle parti.
“Vediamo se le fotografie che sono state già scattate saranno sufficienti - dice il criminologo forense - altrimenti sarà necessario eseguire nuovi e più approfonditi rilievi nella cella”. Nessuna ricostruzione 3D, invece, per l’aggressione a Marassi: i difensori di Scagni, però, attendono ancora il rapporto che la direzione ha fatto dopo quanto era successo.










