sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 14 dicembre 2021

 

Nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ci sono 61 detenuti positivi al Covid 19, tra cui un malato di Aids. "La situazione è preoccupante - dice Emanuela Belcuore, garante dei detenuti della provincia di Caserta - da giorni è in crescita il focolaio tra i detenuti, che vengono spostati da un reparto all'altro senza una visione logica, con quelli contagiati messi spesso in celle fredde. Manca un raccordo tra la struttura sanitaria del carcere e quella di sorveglianza".

La Garante Belcuore, inoltre, si chiede perché avvocati e familiari dei detenuti possono entrare in carcere senza esibire il green pass o aver fatto un tampone: provenendo dall'esterno potrebbero effettivamente essere veicolo di contagio. La Belcuore spiega che l'alto numero di detenuti non vaccinati - probabilmente tra il 30 e 40% - dipende dal fatto "che mancano gli operatori sanitari per somministrare i vaccini ai detenuti, dovrebbe essere organizzata una giornata con il camper dell'Asl, da sistemare magari nel cortile del carcere. Sono pochi i detenuti che non vogliono vaccinarsi".

Per Ciro Auricchio, segretario regionale campano dell'Uspp (Unione sindacati polizia penitenziaria), "è necessario introdurre immediatamente l'obbligo vaccinale anche per i detenuti, per la loro incolumità e perché vivono a stretto contatto con il personale della Polizia Penitenziaria". Il sindacalista auspica poi che "presto si individui un Covid Center del Casertano in cui portare i detenuti, magari al Covid Hospital di Maddaloni o a Caserta; attualmente i poliziotti penitenziari, quando devono ricoverare un detenuto del carcere di Santa Maria Capua Vetere ammalato di Covid, devono portarlo all'ospedale Cardarelli, dove sono costretti a ore e ore di attesa".

Il focolaio ha riacceso i riflettori sulla casa circondariale sammaritana, balzata agli onori delle cronache per le torture subite dai detenuti il 6 aprile dell'anno scorso, anche per la questione vaccini. Da giorni la garante provinciale dei detenuti Emanuela Belcuore sta invocando un open day per i vaccini. A questo si aggiunge il fatto che pesa il sovraffollamento e le malattie pregresse. Nel carcere - come d'altronde il resto delle patrie galere - ci sono anche persone malate di tumore che si sottopongono a chemioterapia. Se anche queste persone dovessero contrarre il virus, la questione potrebbe diventare molto più seria.

C'è, di fatto, una situazione che mette seriamente a rischio la salute di tanti. "Possiamo mettere in campo misure alternative al carcere o deve prima succedere qualcosa di grave? Questo virus è insidioso e infido per noi che siamo liberi, figuriamoci per chi è diversamente libero. E intanto l'unica risposta dalla politica riguarda solo maggiore sicurezza con la costruzione di reparti nuovi. Solo a Santa Maria è prevista la costruzione di un nuovo padiglione che ospiterà altri 350 detenuti. Il carcere merita risposte dalla politica", si era sfogato il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello.