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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 7 dicembre 2021

 

Per ora non c'è una vera e propria emergenza Covid nelle carceri, ma i nuovi focolai destano comunque preoccupazione. Due importanti casi di contagio sono avvenuti nelle carceri di Taranto e di Santa Maria Capua Vetere. In quest'ultimo strutturata si sono verificati più di 20 casi di positività, 15 tra i detenuti e 5 tra il personale del carcere. Una circostanza che il capo del Dap, Bernardo Petralia, ha confermato tre giorni fa alla presenza della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, in occasione della presentazione del calendario 2022 del corpo della Polizia penitenziaria. "In entrambi i casi - ha precisato il Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - tutti i soggetti sono asintomatici".

C'è il segretario generale del Sindacato Polizia penitenziaria, Spp, Aldo Di Giacomo, che chiede ai ministri della Salute e della Giustizia di istituire un Open day al penitenziario sammaritano come in tutte le carceri, con le stesse modalità con cui si svolgono gli Open day fuori. "È da tempo - spiega il sindacalista - che ripetiamo inascoltati i nostri appelli: l'obbligo vaccinale per il personale penitenziario, che ci vede convintamente favorevoli non risolve in alcun modo la prevenzione dalla diffusione del Covid se l'obbligo non viene esteso a tutti, a cominciare dai detenuti, dai familiari e dagli avvocati dei detenuti".

Sottolinea sempre Di Giacomo: "A Santa Maria Capua Vetere, dove ci sono flussi di ingressi settimanali dieci volte superiori al numero dei detenuti, a cui aggiungere i colloqui con diverse decine di avvocati e una durata anche di un paio d'ore, si pensa di contingentare i colloqui detenuti- familiari. Non può essere questa la soluzione, sottovalutando che nelle rivolte della primavera 2020 la sospensione dei colloqui è stata la scintilla che ha innescato le violenze che tutti dovrebbero ricordare".

Il nodo è proprio quella di una eventuale sospensione dei colloqui, possibilità presa in considerazione dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, specie se il focolaio dovesse ulteriormente estendersi. In realtà, al momento, i detenuti positivi sono stati posti rigorosamente in isolamento ma il carcere non possiede abbastanza celle per questo genere di emergenze. E, oltre al problema dei colloqui con i familiari, esiste anche quello dei permessi natalizi di cui possono usufruire molti detenuti vicini alla fine pena e per buona condotta. Per questo motivo, la Garante dei detenuti della provincia di Caserta, Emanuela Belcuore, ha proposto al magistrato di sorveglianza la dilazione dei permessi in un periodo più lungo ed evitare che i permessi vengano sospesi. La stessa garante Belcuore chiede anche all'Asl di Caserta un open day vaccinale dedicato ai detenuti all'interno del carcere. "La maggioranza dei detenuti non ha la prima dose, mentre alcuni che l'hanno fatta non hanno ricevuto la seconda. Al momento la Asl non ci ha dato alcuna risposta" conclude la garante.