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di Ernesto Di Girolamo

casertanews.it, 18 agosto 2026

L’allarme della madre. Il 28enne è detenuto da 19 mesi a Santa Maria Capua Vetere. La madre chiede che vengano effettuati gli accertamenti prescritti: “Voglio che gli siano garantite le cure di cui ha diritto”. Da circa otto mesi avrebbe iniziato a soffrire di ripetute crisi epilettiche mentre si trova detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. È la denuncia della madre di un 28enne di Giugliano, detenuto da 19 mesi, che ha deciso di rendere pubblica la situazione per richiamare l’attenzione sulle condizioni di salute del figlio. Secondo quanto riferito dalla donna, le crisi sarebbero comparse durante la detenzione.

Dopo uno degli episodi, il giovane sarebbe stato accompagnato presso l’Asl di Aversa, dove, sempre secondo il racconto della madre, sarebbero stati prescritti con urgenza un elettroencefalogramma e una risonanza magnetica per individuare le cause dei malori.

“Sono trascorsi circa otto mesi e quegli esami non sono stati ancora eseguiti”, denuncia la madre. Nel frattempo, secondo quanto riferito dalla donna, al figlio verrebbe somministrato Depakin, farmaco antiepilettico, mentre non sarebbe ancora arrivata una diagnosi definitiva. La madre manifesta preoccupazione anche per le condizioni in cui vede il giovane durante i colloqui. “Lo vedo completamente stordito. Ho notato anche numerosi segni di iniezioni sulle gambe e mi è stato riferito che gli stanno praticando Valium”, racconta.

Si tratta di circostanze riferite dalla madre, che chiede ora che vengano verificati gli aspetti sanitari della vicenda e, soprattutto, che il figlio possa sottoporsi agli accertamenti prescritti. Il 28enne è stato condannato a sei anni per due truffe ed è assistito dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord. Secondo quanto riferito dalla madre, la documentazione relativa alle condizioni di salute del figlio sarebbe stata presentata anche nell’ambito delle iniziative giudiziarie della difesa, ma le richieste sarebbero state rigettate.

La donna precisa di non voler entrare nel merito della condanna del figlio. “La pena deve riguardare il reato commesso, non mettere a rischio la sua vita o la sua salute”. L’appello è quindi rivolto alle autorità affinché venga fatta chiarezza sulla situazione sanitaria e vengano garantiti gli accertamenti ritenuti necessari. “Come madre vivo questa situazione con enorme angoscia. Chiedo che a mio figlio vengano garantite le cure e gli accertamenti sanitari di cui ha diritto”. E conclude: “Se questa situazione dovesse continuare sono pronta a presentare denuncia presso tutte le autorità competenti, perché ritengo inaccettabile che il diritto alla salute venga negato”.