Corriere del Mezzogiorno, 12 giugno 2025
La condizione carceraria in Campania resta tra quelle più allarmanti e preoccupanti. Ieri un altro detenuto si è tolto la vita. Un uomo di 31 anni, di origini balcaniche, si è suicidato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo, detenuto per il femminicidio della moglie, avvenuto il 9 ottobre 2024 a San Felice a Cancello davanti ai due figli di 6 e 4 anni, era ricoverato nell’articolazione psichiatrica dell’istituto. Il Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, ha avvertito: “Questa calda estate e il sovraffollamento stanno già rendendo impossibile la vita nei nostri istituti penitenziari - ha detto Ciambriello.
Ora con quest’ultimo suicidio sono già 36 i detenuti che si sono tolti la vita in Italia, più 78 sono morti per altre cause da accertare. In Campania dall’inizio dell’anno siamo a 5 suicidi: due a Poggioreale, uno a Secondigliano, uno a Santa Maria Capua Vetere e uno nella R.E.M.S. di San Nicola Baronia. “Morire di pena non è un destino. Morire di carcere e in carcere responsabilizza tutti noi che siamo liberi - ha sottolineato -: società civile, politica, amministrazione penitenziaria, terzo settore e volontariato. Purtroppo siamo abituati alle morti in carcere, ci colpiscono nell’immediato ma in particolare la politica e l’amministrazione penitenziaria non si interrogano mai sul perché accadono. Dobbiamo fare tutti di più”.











