di Maurizio de Giovanni
Corriere del Mezzogiorno, 8 luglio 2020
La crisi del carcere di Santa Maria Capua Vetere è l'emblema di una situazione esplosiva del sistema penitenziario italiano, già nel mirino Corte Europea e alla quale nessun governo, quale che sia il colore dello stesso, sembra avere voglia di mettere rimedio. Siamo arrivati a 130 agenti della polizia penitenziaria in malattia per stress da lavoro, e il processo non sembra accennare a fermarsi nonostante gli avvisi di garanzia; il personale inviato dal ministero in sostituzione è insufficiente. Il sovraffollamento, la fatiscenza delle costruzioni, l'endemica mancanza delle risorse rendono i penitenziari luoghi infernali, spesso con condizioni e trattamenti che nulla hanno di umano e soprattutto di rieducativo. L'esplosione della delinquenza e dell'insofferenza degli agenti è un problema che riguarda tutti, anche chi si sente lontano dalla questione. È un problema di civiltà.










