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di Raffaele Sardo

La Repubblica, 12 giugno 2025

Il 31enne si è tolto la vita intorno alle 13 nel reparto psichiatrico del carcere. Poco dopo le 13 di ieri, Luzmil Toci, 31 anni, detenuto nel reparto psichiatrico del carcere di Santa Maria Capua Vetere, si è tolto la vita. L’uomo era stato condannato per il femminicidio della moglie 24enne, Eleonora Toci, avvenuto lo scorso 9 ottobre a San Felice a Cancello, nel Casertano. La donna fu uccisa nel sonno dal marito. La storia di Eleonora Toci è quella di un sogno infranto. La giovane madre, era arrivata in Italia dall’Albania qualche mese prima per ricongiungersi con il marito, Luzmil, già stabilitosi nel comune campano, dove lavorava saltuariamente come bracciante agricolo.

Sperava di garantire un futuro migliore ai loro due figli, di 4 e 6 anni. Tuttavia, la mattina del 9 ottobre 2024, mentre dormiva nel letto con il marito, fu stata strangolata a mani nude. I piccoli erano nella stessa stanza. Il primo a denunciare l’omicidio fu il figlio maggiore. Rispondendo al cellulare della madre, il bambino disse alla zia: “Papà ha fatto un danno, ha ucciso la mamma”.

La donna avviò immediatamente una videochiamata, e fu proprio il piccolo a mostrare il corpo senza vita della madre riverso sul letto. Nel frattempo, Luzmil Toci si era allontanato dalla casa, raggiungendo il fratello in stato confusionale. Ai carabinieri, intervenuti poco dopo su segnalazione della cognata, l’uomo confessò subito: “Ho ucciso mia moglie”. Tuttavia, non fornì alcun movente.

Gli investigatori della Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidati dal procuratore Pierpaolo Bruni, non trovarono segnalazioni di violenze domestiche o liti precedenti tra la coppia. Durante l’interrogatorio, reso ancora più complesso dalla necessità di un interprete, l’uomo continuò a dichiarare di non sapere perché aveva compiuto il gesto. Venne fuori che l’uomo soffrisse di depressione e che fosse stato in cura in Albania e in Italia, presso il centro di salute mentale di Marcianise. Dopo la condanna, Luzmil Toci era stato trasferito nella sezione psichiatrica del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Oggi, poco dopo le 13, ha deciso di porre fine alla propria vita. La sua morte riaccende il dibattito sulla gestione dei detenuti con problemi psichici e sulle misure di prevenzione nei confronti di chi manifesta segnali di grave disagio. I due bambini, testimoni di questa doppia tragedia, sono stati affidati agli zii.