di Albertina Sanchioni
Il Manifesto, 30 settembre 2025
Il 35enne senegalese è deceduto nel carcere casertano a 24 ore dall’arresto. Il Garante dei detenuti: “Un episodio insolito, chiediamo chiarezza”. Un’altra morte in custodia dello Stato: Sylla Mamadou Khadialy, cittadino senegalese di 35 anni, è deceduto lo scorso venerdì nel Carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel casertano, 24 ore dopo il suo arresto in circostanze da chiarire. Il garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, e quello della Provincia di Caserta, Don Salvatore Saggiomo, chiedono chiarezza su quanto accaduto. “Secondo il medico psichiatra dell’istituto, le condizioni di Mamadou erano tali da rendere inefficace una sedazione immediata in carcere, e sarebbe stato necessario un trasferimento in una struttura ospedaliera specializzata in emergenze psichiatriche acute”, ha spiegato Saggiomo.
Secondo le prime ricostruzioni, era stato fermato nella mattina di giovedì 25 settembre dopo aver aggredito un altro cittadino maliano e poi una signora. “Un episodio insolito e inatteso, aveva sicuramente bisogno di cure”, hanno dichiarato le numerose associazioni campane che lo conoscevano da anni. Arrivato nella città campana oltre 7 anni fa, accolto nel progetto Sprar gestito dal Centro Sociale Ex Canapificio, che oggi non esiste più, era molto attivo nella sua comunità: autista Piedibus di Caserta, sarto nell’azienda Isaia & Isaia, attivista del Movimento dei Migranti, giocava a calcio in una squadra del territorio.
I familiari accusano le forze dell’ordine di aver somministrato a Sylla sedativi a breve distanza, senza un’adeguata documentazione e senza coordinamento tra le varie strutture in cui è stato trasferito nel giro di poche ore. Il cittadino senegalese sarebbe stato infatti arrestato dagli agenti della polizia ferroviaria, poi portato al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta, dove gli sarebbero stati dispensati sedativi, poi di nuovo in custodia della Polfer e infine in carcere, dove è morto poco dopo.
Tante le associazioni locali che lo conoscevano e si sono subito attivate per chiedere verità e giustizia sulla sua morte. Centro Sociale Ex Canapificio, Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli e Caserta, Comitato Città Viva, Ex OPG Occupato - Je so’ pazzo, Cgil Caserta, KASK- Collettivo studentesco e Associazione dei senegalesi di Caserta hanno convocato una mobilitazione per oggi pomeriggio alle 17:30, in Piazza Dante a Caserta. “Gli ospedali, i luoghi delle forze dell’ordine e le carceri non possono essere opachi. Non si può accettare il silenzio. Non ci fermeremo fin quando non sarà emersa la verità e sarà fatta giustizia”, hanno dichiarato le associazioni.











