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di Raffaele Sardo


La Repubblica, 5 luglio 2021

 

Ma la Garante dei detenuti di Caserta non ci sta: "Ora non ha più senso, si danneggiano solo i familiari dei carcerati". Sono stati tra le vittime delle violenze in carcere da parte della polizia penitenziaria, a Santa Maria Capua Vetere nell'aprile del 2020. Ora trenta detenuti del Reparto Nilo del carcere, dove il 6 aprile 2020 avvennero violenti pestaggi di reclusi, sono stati trasferiti in altre carceri campane come Carinola (Caserta) e Ariano Irpino (Avellino) e in istituti di altre regioni, come quelli di Modena, Civitavecchia, Perugia.

La decisione è stata presa dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria d'intesa con la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e viene dopo quella di sospendere 25 agenti che non erano stati oggetto della misura cautelare, pur essendo indagati, e che sono rimasti a lavoro nel carcere casertano a contatto con detenuti vittime dei pestaggi dell'aprile 2020.

Ma la decisione non piace alla garante dei detenuti di Caserta. Tra l'altro si tratta di detenuti vittime delle violenze ma non tutti hanno però denunciato. "Per un anno denuncianti e denunciati sono stati faccia a faccia - dice la garante dei detenuti di Caserta Emanuela Belcuore - e ora si prende questa decisione nel momento in cui gli agenti coinvolti nei pestaggi stanno quasi tutti al carcere, ai domiciliari o sono stati sospesi. Ora non ha più senso, anzi avrebbe avuto senso spostare gli agenti. Ho capito che questa cosa è stata fatta per tutelare i detenuti, ma è un danno oggettivo per i loro familiari, che non possono più incontrare i propri congiunti in carcere e devono sobbarcarsi spese enormi e lunghi viaggi".

"Peraltro gli agenti del carcere di Santa Maria Capua Vetere sono sotto organico per cui i familiari hanno difficoltà a prenotare i colloqui" conclude Belcuore. Come ha spiegato il Garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello grazie ai social e alle segnalazioni ricevute dai familiari dei detenuti già l'otto aprile 2020, due giorno dopo le violenze, fu inviata la prima denuncia alla Procura di Santa Maria Capua Vetere.