di Gabriella Cerami
La Repubblica, 7 luglio 2024
Al consiglio direttivo dell’Anm il presidente risponde alle accuse che gli sono state rivolte dal titolare del dicastero: “Deve darci risorse per lavorare meglio”. Ha parlato di “giustizia malata” il ministro della Giustizia Carlo Nordio, “da riformare” e ha tirato in ballo l’Associazione nazionale magistrati con le “resistenze conservatrici di molti”: “Le leggi le fa il parlamento e non l’Anm”, ha detto il titolare di via Arenula. Un attacco frontale a cui il presidente Giuseppe Santalucia risponde ribaltando il ragionamento perché, se di giustizia malata bisogna parlare, allora “è una malattia che ha come causa il ministero della Giustizia che deve darci le risorse per poter lavorare bene e meglio. Io quasi quasi penso a dargli ragione perché quando entro nel mio ufficio non ho stampanti, non ho computer, queste sono le difficoltà quotidiane. E parlo della Corte di Cassazione, quindi di uno degli uffici centrali, pensate agli uffici periferici, ci sono difficoltà enormi da dover superare ogni giorno per poter fare il proprio lavoro”.
Quindi, aggiunge il presidente dell’Anm, “oggi la magistratura si dibatte con carenze strutturali. Se stiamo avendo risultati buoni, perché lo stesso ministro ce lo riconosce, sono in gran parte frutto del sacrificio dei magistrati più che di uno stanziamento adeguato di risorse. Non parlerei di malattia, ma di un grande impegno di tutta la magistratura al servizio dell’utenza e su questo invochiamo un aiuto del ministro”.
In corso, negli uffici del quinto piano della Cassazione, c’è il Consiglio direttivo dell’Anm ed è in questa sede che il presidente passa in rassegna le varie riforme e i decreti approvati dal governo. Tra questi, l’ultimo sulle carceri: “Se oggi l’emergenza è il sovraffollamento nelle carceri, perché ci sono 50 suicidi, che è la prova più forte della drammaticità della questione, non trovo nessun tipo di risposta nel decreto. Il carcere così diventa criminogeno. Il carcere deve privare soltanto della libertà non degli altri diritti. Il detenuto quando sarà restituito, prima o poi alla società, porterà dentro quel carico aggiuntivo di sofferenza, che non tutti sono in grado di metabolizzare e qualcuno lo tradurrà in ulteriori commissioni di illeciti. Il carcere deve essere il luogo della rieducazione e risocializzazione, non il luogo della sofferenza”.
La questione, per il presidente Santalucia, non è opporsi alle riforme, accusa che il ministro Nordio ha rivolto all’Anm: “Noi abbiamo il massimo rispetto per il lavoro del Parlamento - sottolinea il presidente dell’Associazione nazionale magistrati - noi non ci opponiamo alle riforme, ma ci opponiamo alle riforme sbagliate, come quella sulla separazione delle carriere, parlare non significa contrastare le riforme”.











