cagliaritoday.it, 2 settembre 2026
La Garante dei detenuti denuncia la carenza di spazi adeguati negli istituti di pena sardi e l’assenza di una figura di tutela per le persone con disabilità nell’Isola: “Colmare una lacuna non più rinviabile”. Il tema della tutela dei diritti fondamentali e della dignità dei ristretti torna al centro del dibattito pubblico con una denuncia netta sulle condizioni strutturali degli istituti di pena della Sardegna. A sollevare la questione è la Garante regionale dei detenuti Irene Testa, che insieme ai consiglieri regionali Roberto Deriu e Carla Fundoni ha riacceso i riflettori sulla presenza di detenuti con disabilità e sulle gravi carenze che ne penalizzano la quotidianità. Al centro del problema vi è un’evidente sproporzione tra il numero di persone affette da patologie motorie o disabilità e la disponibilità di ambienti idonei.
Negli istituti penitenziari dell’Isola le celle strutturate a norma per garantire la fruibilità e la piena accessibilità restano ancora drammaticamente insufficienti, costringendo i reclusi a condizioni di convivenza e di gestione personale che mettono a dura prova la dignità individuale e i diritti costituzionalmente garantiti.
L’appello per il Garante regionale della Disabilità - Accanto alla questione logistica e strutturale del circuito penitenziario, Irene Testa evidenzia un vuoto istituzionale che riguarda l’intero territorio sardo. La Sardegna figura infatti tra le poche Regioni italiane a non essersi ancora dotata della figura del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. Un ritardo che si ripercuote inevitabilmente anche all’interno degli istituti di pena, dove la condizione di fragilità fisica si somma al regime di privazione della libertà personale.
La Garante auspica che il Consiglio e la Giunta regionale intervengano al più presto per istituire questo organo di tutela, sottolineando come la salvaguardia delle persone fragili debba tradursi in azioni concrete e pervasive, capaci di superare le barriere burocratiche ed entrare con efficacia anche oltre le mura delle carceri.









