di Davide Pinna
La Nuova Sardegna, 3 marzo 2026
Un carcere dedicato esclusivamente al 41 bis, quello di Badu e Carros a Nuoro, e due, quelli di Uta e Bancali, che ospiteranno i detenuti in regime di massima sicurezza in padiglioni dedicati e isolati, ma continueranno anche con il regime ordinario. Lo ha spiegato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, a margine della visita al carcere di Alghero, questa mattina, lunedì 2 marzo. Delmastro distingue il caso nuorese: “È l’unico in cui cambierà qualcosa, a Uta e Bancali i numeri dei detenuti al 41 bis resteranno invariati, e sono numeri che ho ereditato, anche da ministri della Giustizia Cinque Stelle come Alfonso Bonafede”.
E su Nuoro aggiunge: “Questo vuol dire più sicurezza, perché diminuiscono i numeri e aumenta la rigidità del regime di sorveglianza”. Delmastro ha puntualizzato che il suo progetto riguarda solo Badu e Carros. E ha confermato che si tratterà di strutture dedicate esclusivamente al 41 bis “perché così richiede la legge e la sicurezza”. E ha aggiunto: “Per Badu e Carros, se si raggiungerà la capienza massima, e non è detto, ci saranno 67 detenuti. Ad oggi abbiamo già mandato via, nella penisola, 129 detenuti che erano a Nuoro in regime di alta sicurezza. E si tratta sempre di mafiosi, ma più pericolosi. I 41 bis sono guardati a vista dal Gom, il reparto specializzato della polizia penitenziaria, e c’è minor rischio di infiltrazioni, mentre l’Alta sicurezza è più porosa”. Dove finiranno gli altri detenuti che si trovano oggi a Badu e Carros, in regime ordinario? “Saranno sistemati in altre carceri dell’isola, a cominciare da Lanusei” dice il sottosegretario. L’esponente del governo non ha risparmiato attacchi alla presidente della Regione Alessandra Todde: “L’allarmismo sul 41 bis serve a coprire le catastrofi della sanità e il pericolo di una eventuale decadenza”.











