di Andrea Sechi
La Nuova Sardegna, 13 luglio 2026
Sarà un aereo, un Atr-42 della Guardia di Finanza, con separé dedicati, a trasportarli. Questa settimana difficilmente, ma dalla prossima ogni giorno sarà buono per l’arrivo a Bancali e a Uta dei detenuti al 41-bis destinati alla Sardegna. Non ci sono date certe, ma i tempi sono maturi. Anche le ripetute e recenti visite del comandante del Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, il Gom, che ha in carico la custodia di questa tipologia di detenuti, fanno capire che due carceri sarde su tre sono quasi pronte a ricevere i nuovi detenuti al 41bis. Anche il mancato completamento a Uta dell’area sanitaria dedicata non sarebbe un problema, essendo comunque presenti sia un centro clinico che ambulatori.
Se non si sa quando arriveranno questi detenuti, è più facile intuire il come. Sarà un aereo, un Atr-42 della Guardia di Finanza, con separé dedicati, a trasportarli (questi detenuti infatti non possono comunicare). Ciascun passeggero, pesantemente scortato, non saprà chi sono i suoi compagni di viaggio. Al massimo arriveranno in quindici alla volta, (sulla 90ina previsti a Uta) di notte o alle prime luci dell’alba. E dall’aeroporto militare di Decimomannu, con visibile e nutrito apparato di sicurezza, prenderanno la direzione di Uta, dove per ciascuno ci sarà una cella dedicata, nel padiglione ricavato per i 41-bis.
Ad accoglierli, si fa per dire, 730 detenuti, di cui oltre un quarto stranieri, e un numero consistente di detenuti che insistono ancora nel circuito dell’Alta Sicurezza, quello prossimo al 41-bis, pur nella classificazione meno rigida, quella dell’AS3. Si tratta comunque di detenuti esclusi dalla restante popolazione carceraria con condanne per mafia o narcotraffico. I viaggi al sud Sardegna per i detenuti al 41 bis saranno diversi, così quello per quelli a Bancali, che già ne ospita 88 sui 741 in tutta Italia. Anche qui l’ala militare dello scalo di Alghero garantirà la riservatezza nell’arrivo, e soprattutto la non commistione con il traffico commerciale.
Ecco perché la notte o l’alba sarà il momento scelto per questi atterraggi (uno a settimana), pianificati sin nei dettagli dal Gom guidato dal dirigente reggente Silvio Gallo, che sicuramente ha voluto verificare di persona tutti i momenti di queste complesse operazioni, applicate qualche settimana fa nell’arrivo di 128 detenuti al 41-bis da Novara (con la chiusura della sezione), Tolmezzo, Cuneo e Milano a Vigevano.
In quella occasione vennero impiegati oltre 150 agenti. Non è escluso che una parte di questi detenuti arrivo presto in Sardegna. Qui si dovrebbe andare a piccole dosi, peraltro con detenuti non così avanti con l’età, che non necessitano di una assistenza sanitaria speciale. Da questi viaggi per adesso rimane escluso Badu ‘e Carros. I lavori nel carcere nuorese, che dovrebbe ospitare 88 detenuti in altrettante celle, ideali perché si trovano tutte in fila con di fronte solamente il muro, è probabile che slittino in primavera.
La scelta del ministro Nordio di andare avanti col piano di trasferimento, contestato da parlamenti sardi di entrambi gli schieramenti (Pittalis, Forza Italia e Meloni, Pd) si giustifica con una esigenza immediata. Ogni inserimento di detenuti nel sistema del 41-bis prevede un decreto ministeriale. Adesso sul tavolo del ministro ci sono decreti fermi perchè non ci sono posti dedicati. Anche così si spiega la necessità di aprire i padiglioni dedicati nell’isola. “Ma il sistema, per quanto separato, inciderà sul resto della popolazione penitenziaria e sul personale”, ricorda Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione “Socialismo, diritti e Riforme”. La Caligaris, parteciperà martedì a visite ispettive che l’associazione Antigone svolgerà nei carceri di Bancali e Uta.










