Il Dubbio, 17 settembre 2026
Il ricorso riguarda il mancato accesso agli atti sul trasferimento. Todde denuncia assenza di confronto e nuovi costi sanitari per l’Isola. La Regione Sardegna ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il Ministero della Giustizia per ottenere l’accesso agli atti del procedimento che ha determinato il trasferimento nell’Isola di detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis. L’iniziativa era stata annunciata il 7 settembre dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, ed è stata ora formalizzata. In questa prima fase, il ricorso riguarda il mancato riscontro alla richiesta documentale inoltrata dall’amministrazione regionale e punta a conoscere gli atti, le valutazioni e i passaggi che hanno preceduto il trasferimento. Todde contesta al Ministero una “totale mancanza di collaborazione istituzionale” e ritiene che la scelta abbia “discriminato di fatto la Sardegna rispetto alle altre regioni”. La governatrice ha confermato che la Regione non intende rinunciare alle iniziative annunciate per tutelare le proprie prerogative.
La richiesta di accesso agli atti del 4 agosto - La Regione aveva trasmesso la richiesta di accesso agli atti il 4 agosto. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione sarda, da quel momento non sarebbe arrivata alcuna risposta da parte del Ministero della Giustizia. Il silenzio sarebbe proseguito fino all’arrivo dei primi detenuti. I trasferimenti nel carcere di Uta sono iniziati il 5 settembre, senza che la Regione avesse ricevuto preventivamente i documenti richiesti o una comunicazione formale sull’avvio dell’operazione. Todde ha riferito di avere appreso quanto stava accadendo soltanto attraverso la richiesta rivolta all’Asl 8 per verificare la disponibilità di personale medico. “Non una comunicazione preventiva, non una telefonata, non un confronto istituzionale”, ha dichiarato la presidente. Il ricorso al Tar è quindi rivolto a ottenere la documentazione amministrativa sulla quale è stata fondata la decisione ministeriale. Solo dopo l’esame degli atti la Regione potrà valutare eventuali ulteriori iniziative.
Todde: “La Sardegna è stata discriminata” - Per la governatrice, il punto più grave riguarda il trattamento riservato alla Sardegna e le conseguenze che il trasferimento è destinato a produrre sul territorio regionale. “Si chiede alla Sardegna, che gode di uno speciale regime di autonomia con legge costituzionale, di farsi carico delle conseguenze di una decisione assunta senza alcuna interlocuzione istituzionale”, ha affermato Todde. La presidente ha richiamato anche il principio di insularità riconosciuto dalla Costituzione, sostenendo che in questo caso sarebbe stato utilizzato “come elemento di penalizzazione per l’Isola”. Una situazione definita “inaccettabile” dalla Regione, che lamenta di non essere stata coinvolta nella fase preparatoria dell’operazione.
Le ricadute sulle carceri e sulla sanità regionale - Tra le contestazioni avanzate dalla Regione figurano le condizioni degli istituti penitenziari di Uta e Bancali. Secondo Todde, entrambe le strutture operano già oltre la capienza ordinaria e devono affrontare una grave carenza di personale. L’arrivo di detenuti sottoposti al regime speciale comporterebbe inoltre la necessità di garantire assistenza sanitaria a persone che possono presentare condizioni cliniche complesse. Il relativo servizio ricade sul sistema sanitario regionale. “A questo si aggiunge la necessità di garantire assistenza sanitaria a detenuti che presentano condizioni cliniche complesse, con un ulteriore carico sul Sistema sanitario regionale, sostenuto dai cittadini sardi, senza che lo Stato preveda alcuna forma di compensazione”, ha sottolineato la governatrice.









