di Cristina Cossu
L’Unione Sarda, 4 gennaio 2025
Colloqui tra imprenditori e carcerati: anche in Sardegna la Rete si allarga. Qualcosa si è mosso già l’estate scorsa e un ragazzo ha lavorato in una pizzeria di Alghero. Poi le cose sono pian piano cresciute, la rete si è estesa, l’impegno e la solidarietà hanno iniziato a far nascere frutti, e adesso saranno quattro, forse cinque, i detenuti in carceri sarde che avranno un contratto - non importa di che tipo - in aziende della ristorazione e della logistica. Funziona così: si mettono in contatto imprenditori illuminati e (grazie alla disponibilità degli operatori locali del ministero della Giustizia) persone che stanno scontando una pena, sono quasi al termine, dietro le sbarre si sono comportate bene, hanno voglia di reinserirsi nella società e ottengono dal giudice di sorveglianza il permesso di lavorare.
Sembra lineare, in realtà è un percorso tortuosissimo. Dunque, anche un solo esito positivo di tanti colloqui e tentativi da parte dei “mediatori”, è un risultato meraviglioso.
Da due anni - Si chiama “Seconda Chance” l’associazione non profit creata nel 2022 dalla giornalista del Tg La 7 Flavia Filippi, porta avanti un progetto di occupazione dentro e fuori dalle prigioni, ha una struttura nazionale con referenti regionali e collaboratori in molte città, ha un protocollo di collaborazione con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e, “al di là delle quasi 400 offerte di lavoro conquistate con lacrime e sangue”, sui social ricorda numerose iniziative anche di sport e svago al fine “di migliorare la condizione della popolazione carceraria”.
In pratica, “presentiamo agli imprenditori la possibilità di fare impresa (a condizioni super agevolate) direttamente all’interno dei penitenziari, dove si trovano capannoni o locali dismessi il cui uso è ceduto a titolo gratuito, diffondiamo la legge Smuraglia (193/2000) che offre sgravi fiscali e contributivi a chi assume - anche part time o a tempo determinato - detenuti ammessi al lavoro esterno, e operiamo direttamente sul campo, cercando adesioni attraverso un attivo “porta a porta”, nella consapevolezza che solo una sistematica “azione artigianale” possa sconfiggere certi scetticismi”, spiega Filippi.
L’animazione - In Sardegna “Seconda Chance” ha trovato un aiuto prezioso, Donatella Gallistru - volontaria di Socialismo Diritti Riforme di Maria Grazia Caligaris - che nei giorni scorsi ha accompagnato alcuni imprenditori a Bancali per parlare con una ventina di detenuti. “Da circa un mese e mezzo do una mano per questo progetto, e mi piace moltissimo”, racconta Gallistru, che faceva l’informatica alla Regione, e continua a farla, per una ditta cremonese, anche da pensionata.
“Ho iniziato a frequentare tempo fa Uta, adesso anche Sassari, Massama e Is Arenas, e posso dire che in una realtà terribile come quella delle carceri, ascoltare, parlare, cercare di risolvere piccoli problemi che lì dentro diventano grandi come montagne da scalare - penso ad esempio alle difficoltà di vedere i familiari, alle attese per una visita specialistica o un intervento chirurgico, alla mancanza di cure dentali - insomma, in un’esistenza buia, dare una speranza e un obiettivo dà fiducia a tutti.
Collaborando con Flavia Filippi ho conosciuto imprenditori dotati di umanità e sensibilità che offrono una possibilità di riscatto, i responsabili dell’area educativa delle carceri che ringrazio per la cortesia e l’impegno profuso, detenuti che si stanno mettendo in gioco e pensano a un futuro. Ora sono scaturite alcune proposte di assunzione, altre se ne aggiungeranno, ma anche soltanto un caso che va a buon fine è un risultato enorme e uno spiraglio di luce”.










