di Luca De Carolis
Il Fatto Quotidiano, 20 dicembre 2025
Questa volta Carlo Nordio ha fatto arrabbiare anche i suoi alleati. È insorta anche Forza Italia, contro il trasferimento in Sardegna di 92 detenuti al regime del 41-bis - il carcere duro per mafiosi e terroristi - e la trasformazione di tre carceri sarde (Cagliari Uta, Sassari e Nuoro) in strutture dedicate solo a questa tipologia di reclusi. Progetto non ancora ufficiale, ma descritto come ormai certo dalla maggioranza che sostiene la presidente 5Stelle Alessandra Todde e da varie fonti. Di certo sospetta più di qualcosa anche il forzista Pietro Pittalis, durissimo: “L’ipotesi mi sembra impensabile. Ma allora perché non ipotizzare questo piano a Venezia o Cuneo, le città del ministro della Giustizia Nordio e del suo sottosegretario, Andrea Delmastro?”.
E siamo all’insurrezione, anche del Pittalis che ha annunciato un’interrogazione sul caso proprio al Guardasigilli, ma che solo l’11 dicembre scorso - fanno notare da sinistra - accusava Todde di “allarmismo e mistificazione”, giurando che “non esiste alcun trasferimento imminente di detenuti al 41-bis in Sardegna”. Ma il quadro è cambiato. Anche perché nelle scorse ore ha protestato anche il vescovo di Nuoro, Antonello Mura: “Trasformare il nostro carcere in struttura solo per detenuti di massima sicurezza sarebbe un colpo per un intero territorio”.
E si può immaginare l’eco nella città del capogruppo di FI in Antimafia, ma anche di Todde, e che ha un sindaco, anche lui del M5S, Emiliano Fenu. Della vicenda si parla da settimane. Ma ora dalla Regione raccontano che due giorni fa, nella Conferenza Stato-Regioni, Delmastro ha certificato che il progetto andrà avanti come stabilito. E fonti di governo al Fatto confermano. In una nota, i parlamentari sardi di Fratelli d’Italia controbattono ai 5Stelle: “Gli esponenti della giunta Todde scaricano sui cittadini paure infondate, la legge prevede da sempre che questi detenuti siano collocati in istituti o sezioni speciali dedicate, preferibilmente nelle isole”.
Ma il coordinatore del Movimento locale, Ettore Licheri, rilancia: “La destra al potere vuole riportarci agli anni delle supercarceri e delle servitù, al grido ‘ti sbatto in Sardegna”. Mentre per la sua collega e omonima Sabrina Licheri “la nostra isola non può diventare Alcatraz”. In serata, Todde parla con il Fatto: “Quella del governo è una scelta gravissima, presa senza alcun confronto con la Regione. Il 3 dicembre ho scritto a Giorgia Meloni per contestare il trasferimento in Sardegna di un numero elevato di detenuti al 41-bis, senza ottenere risposta. Prima ancora avevo chiesto al ministro Nordio l’apertura di un confronto formale, che era stato garantito e poi disatteso. Non solo non mi sono state fornite risposte o rassicurazioni, ma sono stata accusata di allarmismo”.










