sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

ansa.it, 12 marzo 2022

Garante nazionale in visita nell’Isola, focus su 41 bis. “La Sardegna non ha un Garante regionale per i detenuti, nonostante abbia una legge. Questo è un elemento di arretratezza. Sarebbe invece importante avere questa figura che si occupa della situazione di chi è recluso non in regime di carcere duro, mentre per i 41 bis lo può fare solo il Garante nazionale”.

Così all’Ansa Mauro Palma, Garante nazionale delle persone private della libertà in questi giorni nell’Isola con i suoi collaboratori per visitare alcune carceri, centri per migranti e altre strutture temporanea di reclusione e confrontarsi con i carabinieri delle varie compagnie, stazioni e comandi provinciali.

La trasferta, spiega, “rientra nel protocollo siglato con il comando generale dell’Arma. Ho già incontrato a Cagliari il comandante della Legione Sardegna e una cinquantina di comandanti tra stazioni, compagnie e comandi provinciali, a Sassari ne incontrerò altrettanti”. In programma le visite nelle carceri di Bancali (Sassari) e Nuoro, le uniche nell’Isola con sezioni per i 41 bis, mentre una parte della delegazione farà un sopralluogo nel centro migranti di Macomer. Il viaggio in Sardegna si concluderà la sera di martedì 15 marzo.

“Il punto base degli incontri con i carabinieri, ma anche con le altre forze di polizia - chiarisce Palma - è quello di far conoscere il Garante, che non deve essere visto come una controparte, ma incluso in un sistema complessivo”.

Tre i nodi al centro della visita nell’Isola: “Le camere di sicurezza, che devono essere considerate anche dal punto di vista della logistica e dell’adeguatezza per ospitare una persona anche temporaneamente; la registrazione delle persone private della libertà, cioè annotare tutto ciò che avviene nel periodo di reclusione; infine gli interrogatori, analizzando - precisa il Garante - quella che può essere la doverosa pressione di un interrogatorio e quella che invece può diventare una forma di pressione psicologica”.

Per quanto riguarda gli istituti che ospitano i detenuti in 41 bis, “dal punto di vista della sicurezza, Bancali - sottolinea Palma - è un carcere tra i più garantiti, con quattro persone per cella ben separate. La mia visita servirà a capire se quanto deciso dalla Corte costituzionale sul fronte dell’interruzione di comunicazione viene applicato, cioè che questa interruzione non diventi un aggravio di penalità ma che sia nel limite giusto e doveroso”.