L’Unione Sarda, 7 maggio 2024
A Uta 649 persone su 561 posti, a Bancali 468 su 454 posti. L’associazione “Socialismo Diritti Riforme” contro il ministero. Sardegna “area residuale nelle scelte del ministero”, con 1.117 detenuti privi di un direttore e carceri sovraffollate. Lo sottolinea Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV”: l’Isola, afferma, “continua a non disporre di personale ai vertici degli istituti penitenziari, basti pensare che 1.117 detenuti non possono contare su un direttore stabile a tempo pieno, con serie limitazioni nell’esercizio dei diritti”. Il direttore reggente di Uta e Bancali inoltre ha recentemente assunto l’incarico di dirigente dell’Ufficio Affari Generali, Personale e Formazione del Provveditorato Regionale. Questa situazione “intollerabile”, denuncia, non preoccupa né il ministero della Giustizia né il dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”.
C’è poi il problema del sovraffollamento: “A Uta 649 detenuti (32 donne) per 561 posti, con una capienza del 115,6%, ben oltre il limite regolamentare, un record di presenze ulteriormente accentuato dal numero di detenuti con gravi problemi di salute e 149 stranieri”. E non va molto meglio a Bancali, con “468 detenuti (20 donne) per 454 posti, con un eccesso di presenza del 103%”. Ulteriore aggravante, a Bancali manca anche il comandante.
“La Sardegna purtroppo - conclude Caligaris - continua a scontare il fatto di essere un’area residuale nelle scelte del Ministero. Un’isola a cui si riserva un trattamento d’impronta coloniale dove mancano gli investimenti necessari per rendere gli spazi adeguati ai bisogni dei detenuti e del loro recupero sociale”.









