La Nuova Sardegna, 23 giugno 2019
Appello del provveditore Veneziano al ministero: la situazione è esplosiva. Quattro direttori appena chiamati a guidare le dieci carceri isolane; carenza totale di dirigenti nel distretto dalle Sardegna. Se non è emergenza vera e propria, poco ci manca.
Tanto che è lo stesso provveditore regionale Maurizio Veneziano a scrivere una lettera-appello ai vertici del ministero della Giustizia, in particolare al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. "Presso la sede del Provveditorato (a Cagliari), il sottoscritto - sottolinea Veneziano - è costretto a operare con un dirigente contabile, inviato in missione dalla Puglia per alcuni giorni al mese e con un direttore dell'Ufficio Detenuti e trattamento che può garantire una presenza limitata ad alcuni giorni del mese". Su un organigramma che richiede 16 dirigenti sono soltanto 5 quelli che lavorano in Sardegna.
"Più volte abbiamo denunciato questo stato di cose e l'amministrazione, il Dap, ha attuato interventi tampone senza mai risolvere definitivamente il problema - interviene subito Giovanni Villa, segretario della Fns Cisl Sardegna. La Sardegna è la Regione messa peggio e come si può capire è impossibile garantire continuità operativa a 360° al sistema penitenziario isolano. Le relazioni sindacali hanno subito un drastico rallentamento e ciò non fa che peggiorare la già grave e incomprensibile situazione. Il Dap intervenga immediatamente - alza la voce il sindacalista - non tollereremo ulteriori ritardi considerato che il Sistema penitenziario sardo è ormai in caduta libera".
"La caratura criminale di molti dei detenuti assegnati alle varie sedi penitenziarie della Sardegna - aggiunge il provveditore Veneziano - è ben nota agli Uffici dipartimentali, così come è conosciuta la difficoltà gestionale delle due case circondariali più importanti, quella di Uta e quella di Sassari, che assorbono l'utenza più problematica delle aree metropolitane in cui insistono".
Fatta una panoramica sulla realtà delle carceri isolane, arriva l'amara conclusione di Veneziani: "La situazione, che era già drammatica, sta progressivamente e inesorabilmente diventando surreale, rendendo impossibile stabilire un criterio di distribuzione degli incarichi che abbia anche solo un minimo di razionalità. Per non parlare della grave iniquità che si determina a danno dei dirigenti, per via dell'impossibilità di concedere perfino le ferie arretrate relative all'anno 2018". Da qui la richiesta di un intervento immediato e risolutivo al direttore del personale e delle risorse del Dipartimento.










