sardiniapost.it, 2 agosto 2026
Dopo la morte del detenuto a Bancali Europa Radicale e Nessuno Tocchi Caino chiedono interventi urgenti. L’ultima tragedia nel carcere sassarese, dove un uomo con problemi psichiatrici è morto nello stesso incendio che aveva appiccato dentro la cella. Una relazione urgente al Parlamento sul reparto sanitario di Bancali, la sospensione immediata del piano di concentrazione dei detenuti in regime di 41-bis fino a quando negli istituti non saranno rientrati nella capienza regolamentare e un report mensile dei dati per ogni istituto: sono le richieste presentate da Europa Radicale e Nessuno Tocchi Caino dopo la morte del 36enne di Nulvi nella cella del carcere sassarese.
“La Garante regionale per le persone private della libertà personale Irene Testa - si legge nella nota inviata da Federica Valcauda (Europa Radicale) e Gabriele Casanova (Nessuno Tocchi Caino) - ha documentato a Bancali infiltrazioni, muffa, celle senza termosifoni, presentando un esposto in Procura; nella sua relazione annuale rileva che a Uta, su 729 detenuti, il 92% è sottoposto a terapia continuativa e quasi la metà a trattamento psichiatrico continuativo”.
La morte di Bancali arriva a pochi giorni dalla conclusione del ciclo di visite negli istituti penitenziari sardi condotto da Nessuno tocchi Caino, dal Movimento italiano diritti detenuti e da Europa Radicale insieme alle Camere penali di Cagliari, Oristano e Nuoro: la colonia penale di Is Arenas, il carcere di Badu ‘e Carros e la colonia penale di Mamone.
Alle visite hanno preso parte amministratori locali, avvocati e rappresentanti delle istituzioni territoriali. “A Is Arenas centoquindici detenuti su centoquindici lavorano, ed è un dato raro - commenta Casanova - dimostra che i percorsi di responsabilità e di reinserimento si possono costruire. Eppure, nonostante il lavoro e nonostante il mare, quello che si respira è un tempo sospeso. Uscivamo da quelle visite convinti che il tempo per cambiare ci fosse ancora. Il tempo per un uomo di trentasei anni, dentro il reparto sanitario di Bancali, è finito prima”.
“Al 30 aprile 2026, secondo il 22esimo rapporto di Antigone, le carceri italiane contavano 64.436 detenuti per 46.318 posti realmente disponibili - sottolinea Federica Valcauda - con 73 istituti oltre il 150%. Sempre secondo Antigone, tra il 2025 e i primi mesi del 2026 le persone detenute morte per suicidio sono 106; il report del Garante nazionale registra 254 decessi complessivi nel 2025, il dato più alto da decenni”. “La concentrazione del 41-bis in Sardegna è già oggetto di un conflitto istituzionale aperto, con la Garante regionale che l’ha definita una violazione dei diritti umani e la Regione mobilitata contro il piano - concludono i portavoce di Europa Radicale e Nessuno Tocchi Caino - Dalla denuncia del trasferimento nessuno è però passato alla contabilità delle condizioni interne: sono quelle a produrre morti, ed è su quelle che chiediamo atti”.










