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di Andrea Deidda

L’Unione Sarda, 2 luglio 2026

Il ministro della Giustizia difende il piano che trasformerà le carceri sarde. Non ci sarà alcun pericolo di infiltrazioni mafiose in Sardegna né problemi di sovraffollamento nelle carceri. Parola del ministro della Giustizia Carlo Nordio che risponde in questo modo a un’interrogazione del deputato sardo Mario Perantoni (M5S) sul piano per trasferire nell’Isola i detenuti in regime di 41-bis. “La finalità di questo regime - scrive Nordio - è impedire la permanenza di collegamenti tra soggetti detenuti e organizzazioni criminali, terroristiche o eversive. La stessa disciplina vigente prevede che i detenuti sottoposti a tale regime siano collocati in istituti dedicati o in sezioni speciali, logisticamente separate dal resto dell’istituto, preferibilmente in aree insulari”.

Secondo Nordio date le norme particolarmente stringenti, ad esempio quelle che riguardano i colloqui tra detenuti e familiari, “possono escludersi incidenze negative sul territorio della presenza di tali detenuti”. In particolare poi in Sardegna “non vi è neppure un problema di sovraffollamento: le sezioni destinate al 41-bis saranno autonome e dedicate, senza determinare un appesantimento delle presenze detentive ordinarie negli istituti di Nuoro, Sassari e Cagliari”. Per Nuoro, in particolare, una volta ultimati i lavori nel carcere di Badu ‘e Carros “la presenza di detenuti sottoposti al regime speciale risulterà inferiore rispetto alla precedente destinazione al circuito Alta sicurezza 3. Per Sassari e Cagliari, le sezioni dedicate opereranno secondo modalità organizzative autonome”. Per il Guardasigilli dunque nessun pericolo nell’Isola: “Gli interventi programmati sono coerenti con le esigenze di sicurezza del regime speciale e non determineranno ricadute negative né sul territorio regionale, né sull’assetto organizzativo degli istituti penitenziari coinvolti”.