sassaritoday.it, 4 maggio 2026
Due modelli che rappresentano filosofie di detenzione differenti. In Sardegna il sistema penitenziario si muove su due binari opposti. Da un lato, l’isola è l’unica regione italiana, insieme al Molise e alla Valle d’Aosta, a non avere nemmeno un posto in sezioni a custodia attenuata. Dall’altro, è tra i territori che utilizzano maggiormente la vigilanza dinamica, con 746 persone - il 30,61% dei presenti - dislocate in 32 reparti dove il controllo è meno invasivo e si punta su una maggiore autonomia dei detenuti.
Questi due modelli rappresentano filosofie di detenzione differenti. La custodia attenuata è un regime destinato a persone con basso indice di pericolosità o problemi di tossicodipendenza, dove le barriere fisiche sono ridotte al minimo per favorire percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. La vigilanza dinamica, invece, non interviene sulla struttura ma sulla gestione: le celle restano aperte per gran parte della giornata e la polizia penitenziaria non presidia costantemente i corridoi, ma monitora gli spostamenti attraverso sistemi tecnologici e ronde, lasciando ai detenuti la responsabilità di muoversi autonomamente verso le aree di lavoro o studio. Secondo l’ultimo report analitico del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, aggiornato al 7 aprile 2026, nelle carceri sarde sono presenti 2.437 persone. Di queste, 1.225 (il 50,27%) sono assegnate a sezioni ordinarie a trattamento intensificato, mentre 749 (il 30,73%) si trovano in sezioni ordinarie chiuse. Resta significativa la quota legata ai regimi speciali, che vede la Sardegna protagonista nelle dinamiche della sicurezza nazionale: sono 97 i detenuti al 41 bis e 366 quelli in alta sicurezza.
Il polo carcerario del nord Sardegna riflette fedelmente questa stratificazione. A Sassari, la struttura di Bancali si conferma un presidio centrale, ospitando una delle quote più rilevanti di detenuti sottoposti al regime di carcere duro. In questo contesto, l’applicazione della vigilanza dinamica diventa uno strumento per bilanciare la gestione di profili complessi con la necessità di alleggerire la tensione interna, favorendo l’accesso alle attività trattamentali in un distretto dove la convivenza tra reati comuni e criminalità organizzata richiede un’organizzazione estremamente fluida.
La popolazione straniera nell’isola conta 761 presenze, con un’incidenza del 31,14% tra gli uomini e del 35,19% tra le donne. Questo ultimo dato posiziona la Sardegna sopra la media nazionale per quanto riguarda la componente femminile straniera, nonostante il numero assoluto di detenute sia ridotto: appena 54 in tutta la regione. Analizzando i flussi tra il 7 aprile 2025 e il 7 aprile 2026, si registra un saldo che va in controtendenza rispetto al dato nazionale. In Sardegna gli ingressi dalla libertà sono stati 1.026, a fronte di 813 uscite. Il dato sugli stranieri mostra però una dinamica particolare: a fronte di 190 ingressi si sono registrate 306 uscite, segnando un calo di 116 unità che contribuisce a decongestionare, seppur parzialmente, le strutture regionali.











