La Nuova Sardegna, 30 agosto 2020
Vittima un 22enne, era in quarantena perché arrivava da Isili. Il garante: lo avevo visto il giorno prima Sarà l'autopsia disposta dal sostituto procuratore di Sassari Beatrice Giovannetti a far luce sulle cause della morte di un detenuto marocchino di 22 anni. Il giovane era rientrato a Bancali due giorni fa dopo un breve periodo di prova - una sorta di "premio" - trascorso nella colonia penale di Isili.
Come vuole la prassi, i detenuti che arrivano da altri luoghi devono trascorrere i canonici quattordici giorni di quarantena in una apposita sezione che è stata allestita nel carcere sassarese nel periodo dell'emergenza Covid per prevenire eventuali contagi nell'istituto penitenziario. Formula che ha funzionato pienamente. Ieri mattina gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno trovato senza vita. Apparentemente sul suo corpo non ci sarebbero segni di autolesionismo né di violenza ma solo dopo l'autopsia si potrà fare maggiore chiarezza sull'accaduto.
Addolorato il garante dei diritti dei detenuti, Antonello Unida: "Avevo parlato con lui proprio il giorno prima - ha spiegato - era un po' agitato e deluso perché avrebbe voluto trascorrere ancora del tempo nella colonia di Isili. Ho comunque provato a tranquillizzarlo e prima di andare via gli ho detto che ci saremmo visti l'indomani".
Ieri, quando Unida è andato in carcere, ha saputo dal direttore della morte del ragazzo. "La Polizia penitenziaria - ha aggiunto il Garante - si è attivata subito con la consueta delicatezza e professionalità e ora si sta contattando la famiglia tramite l'ambasciata del suo Paese per informarla di quanto è successo". Al momento è prematuro fare ipotesi anche se quella più accreditata e plausibile è che il giovane marocchino sia stato colpito da un malore improvviso.










