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La Repubblica, 15 settembre 2020


L'ergastolano che seminato il panico nella Roma degli anni 70 era alla sua settima evasione. Catturato dalla polizia in un casolare nella provincia di Sassari. Era la sua settima evasione. È stato catturato dalla polizia Giuseppe Mastini, noto come "Johnny lo Zingaro", 60 anni, evaso dieci giorni fa dal carcere di massima sicurezza di Sassari. È stato preso dalla polizia in Sardegna, all'interno di un casolare nella provincia di Sassari. Non era tornato in prigione dopo un permesso premio.

Sette evasioni, due omicidi, un rapimento, 25 rapine e un grande amore: la storia criminale dell'ergastolano Giuseppe Mastini, inizia a Roma negli anni 70. Nato nel 1960 a Ponte San Pietro, Bergamo, si trasferisce a dieci anni a Roma con la sua famiglia e una carovana di famiglie sinti della Lombardia. La roulotte è parcheggiata in via Riccardo Balsamo Crivelli, al Tiburtino dove in pochi mesi Mastini diventa per i criminali del quartiere "Johnny lo zingaro".

Lavora nel parco giochi di famiglia ma la sua vera passione sono le auto: è un talento a guidarle e a rubarle. Così si fa un nome tra i piccoli delinquenti e inizia la sua carriera criminale. Nel 1971 partecipa a una rapina insieme a una banda del Tiburtino, scoperto dalla polizia preme il grilletto per la prima volta, spara poi scappa e si salva. Fa sul serio all'alba del 31 dicembre del 1975 quando ammazza - per un orologio di poco valore e diecimila lire - un operaio di 38 anni impiegato Atac, Vittorio Bigi, insieme all'amico Mauro Giorgio, anche lui quindicenne.