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La Nuova Sardegna, 5 luglio 2021


É rientrata la protesta dei detenuti islamici che si trovano nella sezione - alta sorveglianza 2 - del carcere di Bancali. I reclusi avevano manifestato per alcuni giorni dando vita anche allo sciopero della fame e in una lettera avevano spiegato le loro ragioni lasciando intendere di essere pronti anche a passare a forme ancora più significative. Il confronto con la dirigenza dell'istituto carcerario e con la dirigenza della polizia penitenziaria, insieme al garante per i diritti delle persone private della libertà, ha consentito di attivare una mediazione che alla fine ha portato i 19 detenuti a dichiarare conclusa la protesta.

In particolare, i reclusi della sezione As2 avevano cominciato a lamentare una serie di problemi legati all'assistenza sanitaria ma anche e soprattutto al vitto con un riferimento particolare alle carni somministrate nei pasti e anche al tipo di macellazione. Su Bancali resta alta l'attenzione per via di una serie di problemi che riguardano l'adeguamento degli organici (non solo della polizia penitenziaria) e per il fatto che un carcere così importante - considerato di prima fascia a livello nazionale - continua a non avere un direttore titolare e anche un comandante della polizia penitenziaria. Situazioni mai risolte nonostante i continui appelli degli ultimi mesi.