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di Nadia Cossu


La Nuova Sardegna, 8 marzo 2021

 

Alle detenute donate anche due macchine da cucire per realizzare una tenda Le commissarie pari opportunità: "Determinante la generosità della gente". Quella che inizialmente era solo una richiesta piena di speranza rivolta dalle detenute di Bancali alle commissarie regionali delle Pari opportunità (che erano andate in visita nel carcere sassarese ai primi di gennaio), oggi è diventato un progetto vero e proprio che presto entrerà anche in altri istituti penitenziari dell'isola che ospitano detenute.

Venerdì mattina davanti a quelle donne commosse e con lo sguardo colmo di gioia le commissarie del Nord Sardegna Martina Pinna, Paoletta Zolo, Anna Cherchi e Zoraida Dolores De La Rosa, accompagnate dalla presidente Francesca Ruggiu e dal garante dei detenuti Antonello Unida hanno incontrato il direttore Graziano Pujia e il vicecomandante della polizia penitenziaria e hanno quindi consegnato i doni di Sassari alla sezione femminile del carcere di Bancali. Perché di questo si è trattato: del frutto della sensibilità mostrata da commercianti e artigiani della città.

Ai primi di gennaio, infatti, le detenute avevano espresso il desiderio di avere a disposizione dodici metri di stoffa per poter cucire una tenda e usarla per coprire le grate all'interno della cappella del carcere. Un piccolo sogno che da subito aveva svelato la grande dignità di queste donne: vivere la preghiera dimenticando almeno durante la celebrazione della messa di essere dentro un carcere.

E la risposta di Sassari è arrivata subito dopo: il negozio di tessuti "Diana" di via Brigata Sassari ha donato la stoffa, "Chicca Pe" (Costanza Pedoni) conosciuta a Sassari per i suoi bellissimi lavori di cucito ha voluto regalare dei pizzi e le macchine da cucire per realizzare la tenda. E, ancora, la sarta Silvia Franca si era proposta per insegnare alle detenute come si lavorano le stoffe. Un corso di cucito che deve ancora essere autorizzato. Anche un negozio di Ottica si era reso disponibile a donare alcune paia di occhiali alle detenute. Ora si è aggiunta anche una lavatrice che è stata messa a disposizione dalla famiglia Mura, titolare dei supermercati Crai ed Eurospin e che ieri è stata consegnata alle detenute insieme agli altri oggetti.

Un'iniziativa molto importante che, con l'approvazione della commissione, è partita da Sassari ma presto approderà anche in altri istituti penitenziari sardi. Un progetto portato avanti "in un periodo in cui l'epidemia sta allontanando le persone l'una dall'altra - avevano spiegato le commissarie del Nord Sardegna - privandole della motivazione primaria alla socialità". Per questo avevano voluto dimostrare la loro vicinanza "a chi è costretto ancora di più all'isolamento sociale, sia per via della misura detentiva che per ragioni di lavoro".