di Nadia Cossu
La Nuova Sardegna, 13 novembre 2022
Un successo il concerto dell’unica cover band sarda dei Rolling Stones. Batte le dita sulle ruote della sua sedia a rotelle, al ritmo di “Let me go” e “Ruby Tuesday”. Si emoziona, in prima fila, davanti a quella rock band che regala momenti di spensieratezza. E l’intensità del sentimento è talmente forte che a un certo punto chiama un agente di polizia penitenziaria e chiede di essere accompagnato in infermeria per un controllo. Alla fine va tutto bene, si è trattato solo di un attimo in cui il suo cuore deve aver battuto più velocemente del solito. E allora torna in sala, non si può mica perdere tanta bellezza.
“Questo concerto ha messo le ali a molti dei nostri sogni... è stato un volo di libertà”. Sta in queste parole spontanee e intrise di verità - pronunciate da un detenuto - la risposta più bella che i Milestones potessero ricevere ieri pomeriggio dopo l’esibizione sul palco allestito nella sala teatro del carcere di Bancali.
L’unica tribute band ufficiale dei Rolling Stones in Sardegna ha regalato un’ora e mezza di grande musica e leggerezza a circa cinquanta detenuti dell’istituto penitenziario della borgata a pochi chilometri dalla città. Fabio, originario del Salento, sta scontando la sua pena a Sassari da sei anni. Accetta di parlare: “La musica è vita, io prima di finire qui dentro amavo andare a ballare e ai concerti. E questo momento vissuto oggi è stato un grande respiro di libertà, e ne abbiamo bisogno...”.
In un carcere che ultimamente fa molto parlare di sé per le criticità legate principalmente alla carenza di personale, quello voluto ieri dalla direzione e dalle responsabili dell’area trattamentale è stato un modo per far capire che le difficoltà - seppure gravi e impellenti - non fermano la voglia di lavorare bene. Né di fare in modo che dentro uno dei più importanti istituti penitenziari d’Italia - un carcere di massima sicurezza che ospita boss della mafia e terroristi in regime di 41 bis - possano viversi momenti di normalità.
“Il concerto si ripete, così come accadde tre anni fa, quando in un sabato pomeriggio di maggio - ha ricordato Ilenia Troffa, una delle responsabili dell’area trattamentale, insieme a Maria Bandinu e Silvia Pais - i Milestones ci hanno regalato una giornata unica, bella ed entusiasmante”. Una presentazione cui ha fatto seguito il ringraziamento al personale della polizia penitenziaria, al suo comandante Bruno Mulas, ai detenuti che hanno avuto un comportamento impeccabile. E a ciascuno dei componenti della band: Nicola Porcu (voce e armonica), Riccardo Frau e Luciano Uzzanu (chitarre), Mauro Forteschi (basso), Carlo Rettaroli (batteria) e Pierpaolo Piu per la parte tecnica. Una scaletta che ieri ha fatto ballare e cantare a squarciagola alcuni accaniti fan delle “Pietre Rotolanti”. C’era persino chi conosceva a memoria i testi di alcuni brani. Tra quelli proposti “Paint it black”, “Hoochie coochie man”, “It’s only rock and roll”, “Sympathy”, “Jumping jack flash”. E ancora “Brown sugar” (espressamente richiesta da un detenuto), “Start me up”, “Miss you” e altre ancora. Per poi chiudere con un grande classico: “Satisfaction”, che ha fatto alzare tutti in piedi.
Un’iniziativa di successo che è stata citata anche sul sito di Rolling Stones Italia, il fan club ufficiale che ha dedicato un lungo spazio all’appuntamento nel carcere di Bancali nato nell’ambito delle celebrazioni dei 60 anni di carriera dei Rolling Stones.
A fine concerto alcuni detenuti si sono fermati con i musicisti. Pietro Solinas, 54 anni, di Ittiri, ha mostrato i suoi dipinti ad acquerello, custoditi gelosamente in una cartella: “Ero depresso e un giorno mi hanno dato carta e colori. Da allora disegno sempre, anche di notte. Ho sempre fatto il pastore e dipingo quel mondo”. In attesa di colorare ancora nuove tele, respirando i profumi della sua terra.










