sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

La Nuova Sardegna, 10 giugno 2021


Dopo un anno di didattica completamente a distanza, a causa della pandemia da Covid-19, il Polo Universitario Penitenziario (Pup) dell'Università di Sassari tira le somme e si rilancia per un futuro sempre più inclusivo grazie al miglioramento dei servizi e all'incremento della rete di partenariato istituzionale.

Il bilancio ha il segno più: non solo è rimasto costante il numero di 60 studenti detenuti iscritti ai corsi dell'Ateneo di Sassari, ma dopo le due lauree già effettuate lo scorso anno (in piena pandemia), proprio in questo periodo si celebrano quattro lauree - una in Scienze dell'Educazione nel carcere di Alghero, tre in Lettere negli istituti di Tempio Pausania e Cuneo e uno studente in esecuzione penale esterna -e altre due saranno effettuate tra luglio e settembre: una in Economia e Management nell'istituto penitenziario di Alghero e una in Scienze dei Servizi Giuridici a Tempio-Nuchis.

"É stato un anno molto impegnativo - commenta il delegato rettorale Emmanuele Farris, da sei anni coordinatore del progetto - che ci ha visti ogni giorno, dal 9 marzo 2020, cercare di fare il possibile per garantire il diritto allo studio delle persone private della libertà. Questa esperienza ci ha insegnato molto, ha dato a tutte le istituzioni coinvolte la spinta motivazionale per collaborare ancora più strettamente e dotarci di strumenti sempre più tecnologici, che non vanno considerati un lusso ma supporti fondamentali per portare la didattica universitaria in modo capillare a tutti gli istituti penitenziari regionali".

E così il Pup dell'Uniss ha trovato l'energia di portare avanti un progetto pilota nazionale per l'informatizzazione delle aule didattiche penitenziarie (insieme al Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria) tessendo una fitta rete di collaborazioni istituzionali.

Questo sforzo sinergico è stato premiato anche dall'ottenimento di finanziamenti dedicati, per due anni consecutivi (2020 e 2021), dalla Fondazione di Sardegna, pari appunto a 32.000 euro, insieme alle risorse che l'Ersu mette a disposizione per l'acquisto dei testi. Ma il premio più bello e importante è la fiducia che gli studenti.

Il numero di studenti detenuti iscritti all'Università di Sassari si è mantenuto costante rispetto all'anno precedente - 60 unità - e anzi è aumentata la percentuale di persone detenute che studiano all'Università: rispetto a una media nazionale dell'1,4% e a quella regionale del 3,1%, dove opera il Pup in media studia all'Università il 5,7% dei detenuti con eccellenze a Tempio (15%) e Alghero (11%). Il rettore Gavino Mariotti non nasconde la sua soddisfazione: "Risultati eccezionali che ci spingono a fare sempre di più e sempre meglio".