La Nuova Sardegna, 24 novembre 2020
Un nuovo protocollo d'intesa per il triennio 2020-23 per il Polo universitario penitenziario (che coinvolge studenti iscritti all'Università di Sassari detenuti negli Istituti penitenziari di Alghero, Nuoro, Sassari e Tempio Pausania) per realizzare un progetto di informatizzazione delle aule universitarie penitenziarie unico in Italia. In base al nuovo protocollo d'intesa, aderiscono a un patto istituzionale per il diritto allo studio universitario delle persone che abbiano limitazioni della libertà personale non solo l'Università di Sassari e il Provveditorato regionale dell'amministrazione Penitenziaria (già firmatari dell'edizione 2014-20) ma anche l'Ufficio interdistrettuale di Esecuzione penale esterna e il Centro per la giustizia minorile.
L'innesto dei due nuovi enti permetterà di offrire maggiori servizi e tutele alle persone che scontano la pena all'esterno degli istituti penitenziari e ai giovani fino a 25 anni di età che abbiano commesso reati da minorenni. Ma sono soprattutto l'alto tasso tecnologico, la spinta decisa verso la dematerializzazione, la capillarità e il dettaglio dei servizi a caratterizzare il nuovo protocollo. "Abbiamo lavorato continuamente per mesi per realizzare un network tra istituzioni che non ha eguali in Italia - dice il provveditore dell'amministrazione penitenziaria Maurizio Veneziano - e ha ricevuto molto apprezzamento dal Ministero della Giustizia come progetto pilota a livello nazionale". "Lasciamo al prossimo governo di ateneo un Polo Universitario Penitenziario in ottima salute, con un protocollo moderno, multilaterale e inclusivo" afferma il rettore uscente Massimo Carpinelli.
Contemporaneamente alla stesura del nuovo protocollo d'intesa, e traendo spunto dagli insegnamenti derivanti dal lockdown, si è avuta la spinta per realizzare un progetto che solo fino a pochi anni fa sarebbe stato impossibile immaginare: l'allestimento di aule didattiche informatizzate, una in ogni istituto penitenziario, dedicate esclusivamente agli studenti universitari.
Il coordinatore di Ateneo per il progetto, Emmanuele Farris, precisa: "Il nostro Polo universitario penitenziario, con quasi 70 studenti, di cui il 61% in alta sicurezza, l'8,5% al 41bis e il 30,5% in media sicurezza, è il quarto in Italia per numeri assoluti, ma il primo per incidenza sulla popolazione detenuta: negli istituti penitenziari dove opera il Puolo Uniss, studia all'Università il 5,4% della popolazione detenuta, contro una media nazionale dell'1,4%.
Nell'ultimo anno accademico abbiamo avuto un incremento del +61% di studenti rispetto al triennio precedente. Abbiamo ridotto di 3,5 volte il numero di studenti che non riescono a dare esami, portandolo quasi a zero, e più che raddoppiato il numero di studenti meritevoli".











