di Nadia Cossu
La Nuova Sardegna, 16 aprile 2021
Sopralluogo del presidente della Commissione Giustizia Perantoni. Mozione in Regione di Desirè Manca. Diciotto ore nel 2018 e appena sei nel 2020: è il totale delle ore erogate dal servizio di Psichiatria nel carcere di Bancali dove - secondo le linee guida regionali - i detenuti con patologie psichiatriche hanno diritto di poter usufruire del servizio per quaranta ore la settimana.
Una situazione grave quella più volte denunciata nella Casa circondariale "G. Bacchiddu" di Bancali e che sembra destinata ad aggravarsi ulteriormente se non interverranno correttivi. Attualmente i detenuti che hanno necessità del servizio sanitario specifico sono una quarantina, ma la condizione della popolazione carceraria è in continuo aggiornamento. E quella dell'assistenza psichiatrica non è la sola criticità rilevata nel carcere sassarese nel corso del sopralluogo effettuato dal presidente della commissione Giustizia della Camera, il parlamentare sassarese Mario Perantoni.
I problemi evidenziati nel corso della visita, sono stati racchiusi in una mozione che è stata presentata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Desirè Manca. "La carenza di assistenza specialistica - sottolinea Desirè Manca - non è l'unica riscontrata nel carcere di Bancali. Ancora più grave e preoccupante appare la mancata attivazione delle Articolazioni di Tutela della salute mentale e dei Reparti detentivi ospedalieri presso i nosocomi, in particolare quelli sassaresi, con le immaginabili e allarmanti conseguenze per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico".
La mozione - prima firmataria Manca - impegna il presidente Solinas e l'assessore alla Sanità Nieddu "ad adottare tutti i provvedimenti necessari per assicurare l'attivazione delle Articolazioni di Tutela della salute mentale e dei Reparti detentivi ospedalieri, e la corretta applicazione delle Linee guida della Regione sulla Sanità penitenziaria". La consigliera M5S sottolinea che la Regione ha il dovere di garantire il diritto alla salute anche ai detenuti, e allo stesso tempo "di assicurare a tutti coloro che operano all'interno degli istituti penitenziari di poterlo fare in totale sicurezza. A questo proposito sono state numerose le segnalazioni e i solleciti da parte del Provveditorato, e delle Prefetture, tuttavia, non ci risulta siano stati adottati provvedimenti finalizzati a porre rimedio a questa grave carenza, né da parte della Regione né da parte di Ats. La situazione non può essere ulteriormente ignorata, perché i rischi sono elevati".











