di Luca Fiori
La Nuova Sardegna, 31 luglio 2026
La Procura apre una inchiesta. Nel tentativo di soccorrerlo, nove agenti della polizia penitenziaria sono rimasti intossicati. Tragedia nella notte nel carcere sassarese di Bancali, dove un detenuto sardo di 36 anni è morto carbonizzato a causa di un incendio divampato nella cella del reparto sanitario dell’istituto penitenziario. La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe appiccato personalmente il rogo. Nel tentativo di soccorrerlo, nove agenti della polizia penitenziaria hanno riportato lievi ustioni e un’intossicazione da fumo. Trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, sono stati medicati e sottoposti agli accertamenti del caso.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118. In base ai primi elementi raccolti, il detenuto avrebbe perso conoscenza a causa delle esalazioni sprigionate dall’incendio e sarebbe stato successivamente raggiunto dalle fiamme, morendo carbonizzato. Per fare partire le fiamme avrebbe usato un accendino e dell’olio. Sulla vicenda sono in corso le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Sassari, che dovranno ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. Secondo il sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) l’uomo si era rinchiuso nel bagno dell’infermiera e avrebbe appiccato lui stesso l’incendio dando fuoco ad alcuni oggetti e al letto. I vigili del fuoco hanno poi spento le fiamme senza che altri detenuti rimanessero feriti o che l’incendio si propagasse in altre zone della struttura.
L’uomo era lì da tempo per problemi fisici e, secondo una prima ricostruzione resa nota dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), si è barricato nel bagno del reparto sanitario: prima ha chiuso il blindo della cella, poi ha ostruito l’ingresso e ha dato fuoco alle suppellettili e al letto, probabilmente usando un accendino e dell’olio. Quando gli agenti sono riusciti a entrare, il detenuto si è rinchiuso in bagno e qui è morto, probabilmente a causa delle esalazioni e delle ustioni riportate. Il Sappe “esprime profondo cordoglio per la vittima e manifesta la massima vicinanza ai poliziotti penitenziari in servizio nella casa circondariale di Bancali, che hanno affrontato un’emergenza di eccezionale gravità con coraggio, professionalità e spirito di servizio, intervenendo fin dai primissimi istanti nel tentativo di contenere il rogo e salvaguardare la sicurezza dell’Istituto”.










