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di Giovanni Ciolina


Il Secolo XIX, 11 dicembre 2020

 

Il procuratore Pelosi: "La priorità è il penitenziario, averlo dietro il tribunale sarebbe ottimale". Alternative a Cairo e Cengio. La collocazione del nuovo carcere in pieno centro di Savona irrompe prepotentemente alla vigilia del vertice convocato dal presidente della Provincia, Pierangelo Olivieri. La prima scelta per la costruzione del nuovo penitenziario è nelle ex aree delle Officine Rialzo, proprio dietro il tribunale e a confine con il torrente e via Corsi.

È lo stesso dipartimento dell'amministrazione penitenziaria a sostenere quella soluzione nell'ambito di un fitto scambio epistolare con le autorità locali e in particolare con l'amministrazione giudiziaria della Grande Vela di via XX Settembre. Confermando formalmente, quindi, la ricostruzione fornita dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede all'onorevole Sara Foscolo che gli chiedeva lumi ai primi di novembre sulla situazione carceraria.

"Per completezza - scrive il Guardasigilli nella risposta scritta all'interrogazione dell'onorevole leghista - si riferisce che l'ufficio tecnico del Dap ha elaborato uno studio di prefattibilità per la realizzazione di un complesso penitenziario per 140 posti nell'area libera compresa tra il palazzo di giustizia e il torrente Letimbro". Ex officine Rialzo, quindi, e non l'area di Binario Blu utilizzata come parcheggio che sarebbe stata oggetto di sopralluogo nel 2018 da parte del provveditore alle opere pubbliche della Liguria, Roberto Ferrazza. Ipotesi di fronte alla quale il sindaco Ilaria Caprioglio aveva alzato le barricate.

"L'aspetto prioritario è avere un carcere - taglia corto il procuratore Ubaldo Pelosi - L'assenza di un penitenziario è ormai diventata insostenibile per tutti. Per le forze dell'ordine che ogni volta che c'è un arresto devono andare a Genova o Imperia. E per gli interrogatori bisogna percorrere la strada a ritroso. Non è più sostenibile per gli stessi detenuti, ma anche per gli avvocati, gli agenti di polizia penitenziaria e per gli stessi operatori di Giustizia". Problematiche e rimostranze che la procura aveva manifestato in una lettera inviata al Dap ad inizio novembre e che ha ricevuto la risposta dai palazzi romani.

"Scontato che creare una cittadella giudiziaria a Savona sarebbe l'ideale per tutti - conclude il procuratore Pelosi - Ma ribadisco che la priorità resta l'esistenza di un carcere in provincia che funzionerebbe anche da valvola di sfogo per i penitenziari esistenti ed alle prese con il sovraffollamento". Nonostante quindi, il Dap abbia comunicato ufficialmente attraverso il suo ufficio stampa di "non essere stato coinvolto dal Mit e che quindi sul caso carcere a Savona non ci sono comunicazioni".

Condizioni non propriamente conforme alla realtà che sta marciando spedita, forse, verso una possibile soluzione. Savona, quindi, e in particolare le ex aree Officine Rialzo sono la prima scelta, ma sul tavolo restano forti le proposte del Tecchio a Cairo e delle ex aree Acna a Cengio. Domani dovrebbe arrivare la prima pietra del percorso che tutti sperano porti il carcere in provincia.