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di Giuseppe Recca

 

La Sicilia, 12 marzo 2015

 

Si toglie la vita in carcere alcuni giorni dopo l'arresto. Tragica fine per un uomo di 56 anni di Caltabellotta, Paolo Vetrano, incensurato e molto noto in paese. L'uomo si è impiccato in una cella del carcere di Sciacca. Ad accorgersi del suicidio il personale di polizia penitenziaria. Sono intervenute le forze dell'ordine e sono in corso accurate indagini da parte della Procura della Repubblica di Sciacca.

Vetrano era stato fermato venerdì scorso dai carabinieri di Ribera durante un posto di blocco. Era alla guida della sua vettura e avrebbe avuto a bordo un minore extracomunitario, che alla vista dei carabinieri lo avrebbe accusato di molestie sessuali. Dopo gli accertamenti è stato tradotto presso la Casa circondariale di Sciacca, dove ieri è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari nell'ambito della procedura riguardante l'interrogatorio di garanzia e la convalida del fermo.

L'uomo, difeso dall'avvocato Paolo Imbornone, ha rigettato l'accusa, ritenendosi estraneo ai fatti che gli venivano contestati e raccontando che al giovane extracomunitario stava solo dando un passaggio a Ribera. Il giudice ha poi convalidato l'arresto. Ieri notte l'insano gesto, al culmine forse di un momento di sconforto. "Non ha retto alla pesante accusa di molestie su minore - ci dice l'avvocato Imbornone - ed ha deciso di farla finita".

Vetrano era molto noto a Caltabellotta, era dirigente della locale Camera del lavoro e più volte presidente del comitato dei festeggiamenti del SS Crocifisso, la festa religiosa più amata nel centro montano. In paese la notizia si è sparsa velocemente. Vetrano, che era celibe, era impegnato in attività sindacale e di volontariato.