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agrigentonotizie.it, 1 gennaio 2026

Preoccupazione a Sciacca per la possibile revoca del servizio sanitario serale e notturno all’interno della casa circondariale. A lanciare l’allarme è il Sinappe, Sindacato nazionale autonomo di Polizia penitenziaria, che parla di una misura che, se confermata, rischierebbe di mettere in crisi l’assistenza sanitaria ai detenuti e, allo stesso tempo, incidere sulla sicurezza complessiva del territorio. Secondo quanto riportato dal sindacato, a partire da gennaio 2026 la presenza dei medici sarebbe garantita soltanto nelle ore diurne.

Una prospettiva definita “gravissima” dal segretario nazionale Rosario Mario Di Prima, che sottolinea come la struttura carceraria necessiti di un presidio sanitario H24 per la tipologia di utenza e per le emergenze che possono verificarsi all’interno dell’istituto. Il timore è che, in caso di urgenze sanitarie, senza la presenza immediata dei medici ogni intervento possa diventare più complesso e rischioso.

Il sindacato richiama inoltre una serie di situazioni gestite negli ultimi mesi, sottolineando come l’assenza del presidio nelle ore notturne potrebbe creare criticità nella gestione di eventi improvvisi, dalle emergenze cardiache alle crisi epilettiche, fino a traumi e ustioni.

Viene anche evidenziato come, trattandosi di una struttura penitenziaria, l’accesso dall’esterno del personale sanitario nelle ore notturne non sia semplice e possa rallentare ulteriormente i tempi di intervento. Il Sinappe chiede quindi un intervento immediato al direttore generale dell’Asp di Agrigento e al dirigente del dipartimento Cure primarie affinché venga garantita la continuità del servizio sanitario anche nelle ore notturne. Il sindacato parla di “silenzio preoccupante” da parte degli organismi sanitari e avverte che eventuali conseguenze sulla salute dei detenuti o sulla sicurezza pubblica saranno ritenute responsabilità di chi ha disposto la soppressione del servizio.