quotidianogiuridico.it, 19 marzo 2021
Cassazione penale, sezione I, sentenza 8 marzo 2021, n. 9309. Pronunciandosi sul ricorso proposto avverso la ordinanza con cui il tribunale di sorveglianza aveva rigettato il reclamo proposto da un detenuto avverso il decreto con cui il magistrato di sorveglianza aveva disposto il trattenimento di una missiva indirizzatagli da un altro detenuto, ristretto in diverso istituto penitenziario, con cui gli venivano chiesto consigli giuridici, la Corte di Cassazione (sentenza 8 marzo 2021, n. 9309) - nell'accogliere la tesi difensiva, secondo cui illegittima doveva ritenersi la decisione di vietare l'inoltro della corrispondenza non potendo essere sanzionata la richiesta di ausilio rivolta da un detenuto ad altro soggetto che, versando nella medesima condizione, abbia maggiore familiarità con la materia giuridica e processuale - ha affermato il principio che l'invio, da parte di un detenuto, di una singola missiva che contiene una istanza di ausilio rivolta a persona che, grazie allo studio, ha maturato competenze giuridiche, è un elemento in sé non in grado di dimostrare le ravvisate potenzialità offensive dei beni giuridici tutelati dall'art. 18- ter, l. 26 luglio 1975, n. 354.











