di Sara Occhipinti
altalex.com, 20 febbraio 2026
Risultati proficui dei laboratori teatrali dei programmi di istruzione e della formazione professionale e incremento del lavoro dei detenuti presso datori privati e cooperative. Nella Relazione sull’amministrazione della Giustizia del 2025 i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria segnalano nei penitenziari risultati proficui dei laboratori teatrali dei programmi di istruzione e della formazione professionale e l’incremento del lavoro dei detenuti presso datori privati e cooperative. Cultura, studio e lavoro sono fattori chiave per la rieducazione ed il reinserimento sociale dei detenuti. Lo rivelano i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per il 2025, che segnano una partecipazione in crescita di detenuti e detenute nei percorsi scolastici, nei laboratori teatrali e nel lavoro interno ed esterno alle strutture penitenziarie.
Scuola, Teatro, Sport e Cultura - Nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati 19.391 i ristretti coinvolti in percorsi di istruzione di primo e secondo grado, 1.837 quelli che hanno seguito gli studi universitari nei 437 corsi di laurea disponibili nei penitenziari della penisola. Nel 2024, 43 detenuti hanno conseguito la laurea triennale e 12 quella magistrale. Nel 2025 4.276 corsisti tra cui 614 donne e 1.823 stranieri hanno partecipato ai 391 corsi di formazione professionale messi a disposizione.
In ambito culturale è stato rinnovato per 5 anni (da maggio 2023) il Protocollo d’Intesa per la Promozione e gestione dei servizi di biblioteca negli istituti penitenziari, mentre sono attivi tre protocolli per la promozione di iniziative teatrali, presenti nel 77% degli istituti penitenziari, con una partecipazione ai laboratori e alle attività di 4.582 detenuti di cui 384 donne e 1.280 stranieri.
L’esperienza teatrale è inserita nella programmazione pedagogica dei penitenziari nell’87% dei casi ed è sostenuta al 60% da finanziamenti pubblici o privati, mentre nel restante 40% da volontari che svolgono le attività a titolo gratuito, con solo un rimborso spese o comunque senza fondi specifici. Partecipare al laboratorio teatrale si è rivelato un fattore positivo nel percorso trattamentale del singolo detenuto ma ha anche inciso sul clima generale del penitenziario, alleviando tensioni e creando di un circolo virtuoso di cui beneficiano detenuti e operatori coinvolti nell’opera di rieducazione.
Nei primi mesi del 2025, vista la significativa valenza trattamentale dell’esperienza teatrale è stato istituito il Fondo per la promozione ed il sostegno delle attività di teatro negli istituti penitenziari, con lo stanziamento di 500 mila Euro per anno dal 2025 al 2027, fondi che si aggiungono a quelli già previsti nel capitolo ordinario relativo alle attività culturali, ricreative e sportive. Anche l’attività sportiva ha contribuito al miglioramento delle condizioni di detenzione. Nel 2024 si sono svolte 534 iniziative che hanno visto la partecipazione di 11951 detenuti.
Lavoro interno ed esterno, pubblico e privato - Sul versante del lavoro come fattore di rieducazione e reinserimento dei detenuti, la percentuale degli occupati al 20 giugno 2025 è del 34% dei presenti (21.354), l’84% dei quali alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, in attività di tipo “domestico” (pulizie, facchinaggio, preparazione e distribuzione ei pasti, interventi di piccola manutenzione, assistenza ad altri detenuti) o di tipo industriale presso laboratori e opifici presenti all’interno degli istituti per la produzione di arredi ed effetti di casermaggio necessari agli istituti, o in attività di tipo agricolo presso le “colonie agricole” dell’Amministrazione.
Le detenute partecipano in modo significativo alle attività istruttive e lavorative (50% della popolazione femminile carceraria, la maggior parte all’interno del carcere, mentre una parte più contenuta è coinvolta in progetti di eccellenza in cui l’Amministrazione penitenziaria collabora con imprese e cooperative esterne, (un esempio sono i laboratori per la produzione di saponi e cosmetici naturali che collaborano con la Casa di reclusione femminile di Venezia). Le Regioni e le Direzioni degli istituti hanno promosso attività di formazione professionale per l’acquisizione di competenze lavorative utili ad agevolare il reinserimento a fine pena. La maggior parte di queste attività sono state realizzate senza oneri a carico dello Stato, con il coinvolgimento di molte associazioni/enti di volontariato/terzo settore.
A giugno 2025 sono risultati 3.350 detenuti lavoratori alle dipendenze di privati pari al 6% del totale. Incentivi all’ingresso dell’imprenditoria all’interno delle carceri sono contenuti nella legge Smuraglia (L. 193/2000) che accorda sgravi fiscali e contributivi ai datori di lavoro privati e alle cooperative che assumono detenuti, anche per il periodo della formazione, sia per lavorazioni all’interno degli istituti che all’esterno. L’importo complessivo assegnato nel 2025 per i benefici fiscali della Legge Smuraglia è stato pari a circa 19 milioni di Euro, mentre nel 2024 era di circa 12 milioni. Nel 2025 si è registrato un aumento delle richieste di datori privati del 20%, con un corrispondente aumento degli importi di sgravio fiscale autorizzato di circa il 15%. Oltre il 38% delle imprese che hanno chiesto i benefici fiscali sono nuove beneficiarie, con un totale di 708 richieste autorizzate che consentiranno l’esperienza lavorativa a 2.781 detenuti.









