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di Adriana Pollice

Il Manifesto, 29 marzo 2024

Sono circa un milione gli studenti con cittadinanza non italiana, la Lega vuole inserire un tetto del 20% in ogni classe. Flc Cgil: “Il contrario dell’inclusione”. “L’inclusione può avvenire assimilando i nuovi arrivati sui valori della Costituzione oppure realizzando la società del melting pot, dove ognuno fa ciò che vuole. Se si è d’accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali della Costituzione, ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani”: è l’intervento di ieri del ministro dell’Istruzione Valditara. Il giorno prima il vicepremier leghista Salvini aveva chiesto di inserire un tetto massimo del 20% di studenti di origini straniere in ogni classe.

Dal Pd la replica di Elly Schlein: “Valditara corre dietro al delirio di Salvini che vuole sbattere fuori dalle classi i bambini nati da genitori stranieri. Se approvassimo lo Ius Soli quelle bambine e quei bambini sarebbero già italiani. Il ministro parla di Costituzione ma evidentemente non l’ha letta e non ha nemmeno rinnovato il Protocollo con l’Anpi per farla studiare nelle aule. Le scuole pubbliche hanno bisogno di più risorse, non hanno bisogno di ideologia nazionalista. Non si è mai fatta inclusione sociale escludendo i bambini dalle classi”.

Nelle scuole ci sono circa un milione di studenti con cittadinanza non italiana, l’11,3% degli iscritti pari a circa 8 milioni e mezzo. I dati, contenuti in un report della Uil, si riferiscono al 2022-2023. Il 32,7% (315.955) degli studenti stranieri, un terzo, frequenta la scuola primaria (6-11 anni). Con una percentuale del 21,3% (205.806) si trova la scuola secondaria di II grado (14-19 anni). A seguire, gli alunni iscritti alla scuola secondaria di I grado (11-14 anni) con una percentuale del 18,9% (182.479). Per quanto riguarda l’infanzia, la percentuale è dell’11,4%. Nelle scuole statali del Nord più della metà (62,7%), pari a 602.387 allievi. Nell’Italia centrale il 22,1%. Nel Sud il 15,62% del totale.

“Dopo la proposta di Valditara di costituire classi differenziali, Salvini torna sulla questione di gelminiana memoria, riducendo dal 30 al 20% la percentuale massima di alunni migranti nelle classi - commenta Flc Cgil -. Un provvedimento che penalizzerebbe la provenienza da contesti migratori non tenendo in considerazione la composizione sociale e la funzione unificante della scuola. Per di più inapplicabile se non sradicando dal loro contesto di vita e di relazioni ragazze e ragazzi, che verrebbero dirottate in istituti scolastici lontani dalle loro abitazioni e dai loro compagni. Esattamente il contrario di quel che dovrebbe essere ogni processo di inclusione”.