di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 21 gennaio 2026
È successo in un grande istituto alla periferia di Milano. Cosa è necessario fare per aumentare la sicurezza? Dirigenti scolastici e docenti sono caricati di responsabilità che comunità e famiglie faticano a reggere. L’eco di quello che è accaduto a La Spezia, e non solo, continua a scuotere la vita quotidiana degli istituti scolastici. Molti gli interrogativi su che cosa sia necessario fare per aumentare la sicurezza, che è il principale bene pubblico, a maggior ragione per chi studia. Il governo sta per varare, non senza polemiche, i provvedimenti attesi. Infinite le discussioni negli intervalli tra una lezione e l’altra. Scambi di idee (e preoccupazioni) perennemente in bilico fra maggiore severità e necessità di comprendere meglio i disagi personali e collettivi.
Bisogna curare le nuove patologie personali e sociali, scorgere per tempo solitudini e deviazioni. Punibilità e dialogo, come ha scritto sul Corriere Antonio Polito, non sono in antitesi. Ma è come scalare una montagna impervia e apparentemente inaccessibile. Tutta la nostra comprensione va a dirigenti scolastici e insegnanti caricati, ancora una volta, di nuove responsabilità che famiglie e comunità faticano a reggere.
Mi è capitato di tenere una conferenza in un grande istituto scolastico, una secondaria di secondo grado, della periferia milanese. La dirigente scolastica che mi ha accolto, della quale non farò il nome perché ha già tanti problemi, mi ha confidato la sorpresa, l’amarezza e la complessità nella gestione di un caso probabilmente non così raro. Uno studente si è presentato in classe con un taser, ovvero con quell’arma che dovrebbe essere solo in dotazione alle forze dell’ordine, ma è anche vero che alcuni tipi “dissuasori elettrici” sono in vendita anche in rete e non costano nemmeno molto.
La dirigente ha spiegato tutte le difficoltà per promuovere la procedura disciplinare ed espresso tutte le sue perplessità sul fatto che si possano fare i controlli all’ingresso. Quel complesso scolastico ha 3 mila 500 studenti. Immaginate se si mettessero dei metal detector. A parte il costo, quanti collaboratori sarebbero necessari? Ma, soprattutto, quale sarebbe l’immagine di un luogo di studio - e dell’intera società aggiungiamo noi - trasmessa a tutti gli studenti? Di fronte a queste domande non ho saputo rispondere.










