di Nadia Ferrigo
La Stampa, 31 maggio 2024
La Lega propone un sub-emendamento per vietare la riproduzione della pianta su manifesti e qualsiasi altro mezzo di pubblicità. Al leader della Lega Matteo Salvini non basta vietare la cannabis light, vuole proprio cancellare la foglia a cinque punte. Non la vuole più vedere, neanche disegnata. Non è una metafora, va inteso in senso letterale. Con un sub emendamento all’emendamento del ddl Sicurezza che bandisce la cannabis con una percentuale di Thc più basso dello 0,2 per cento, propone di vietare anche “l’utilizzo di immagini o disegni, anche in forma stilizzata, che riproducano l’intera pianta di canapa o sue parti su insegne, cartelli, manifesti e qualsiasi altro mezzo di pubblicità per la promozione di attività commerciali”. La pena? “Reclusione da sei mesi a due anni e la multa fino a 20mila euro”.
Alla sua furia proibizionista d’altri tempi poco importa che i campi di canapa coltivati in Italia non abbiano nulla a che fare con la droga, ma con la bonifica dei terreni inquinati, come in Puglia e in Sardegna, la produzione di tessuti, prodotti alimentari, infiorescenze e oli, dal Piemonte alla Sicilia. Di cannabis terapeutica, nell’istituto farmaceutico militare di Firenze. Il governo Meloni, con un emendamento al disegno di legge sulla sicurezza all’esame della Camera, vuole cambiare la legge a sostegno della filiera della canapa a uso industriale, cioè con quantità di Thc, il principio attivo che dà l’effetto stupefacente, inferiore allo 0,2 per cento. La proposta di modifica vieterà la coltivazione e la vendita dei fiori di canapa “ad eccezione di alcuni usi industriali”. Se l’emendamento passerà, e non sembrano esserci particolari ostacoli, il commercio e la cessione verranno punite con le norme del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, in sostanza parificando la cannabis light a quella non light.
Cancellare un comparto produttivo e commerciale, che conta circa 10mila persone e ottime prospettive di sviluppo, ancora non basta. Il ministro Salvini ha così deciso di rilanciare con un vigore mai più rilevato sulla scena internazionale dalla campagna Just Say No di Nancy e Ronald Reagan: l’erba va cancellata, punto e basta. Quarant’anni sono passati, ma noi non ce ne siamo nemmeno accorti. La maggior parte della popolazione degli Stati Uniti vive in uno stato dove la cannabis a uso ricreativo, quella con il Thc, per intenderci, è legale. Pazienza se ora è regolamentata pure in Germania, pazienza se l’Oms da tempo ha consigliato agli stati la rimozione della lista degli stupefacenti, pazienza se scienza e società raccontano un’altra storia, molto lontana dai tempi di Reagan. Matteo Salvini non pare curarsi molto di questa storia, di sicuro non vuole ascoltare e va avanti con la guerriglia di perquisizioni e carte bollate contro i negozi di cannabis light iniziata da ministro degli Interni. Ora di battaglia ne inizia un’altra, vedremo se, col buon senso finito sulla luna, la spuntano lui oppure i disegnini a cinque punte.











