sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Gerardo Villanacci

Corriere della Sera, 26 novembre 2023

Con l’avvento della Seconda Repubblica i toni sono diventati più aggressivi e il lessico politico influenza notevolmente tutti i cittadini. Nell’apprezzabile e ampiamente partecipato dibattito sulla violenza, si tende a trascurare il rilievo di quella verbale e dei suoi nefasti effetti. Eppure è un dato incontrovertibile che il linguaggio ha assunto toni sempre più violenti. Certamente le ragioni dell’espansione del fenomeno sono alquanto composite, tuttavia una rilevante responsabilità deve essere ascritta alla politica.

Con l’avvento della Seconda Repubblica, vale a dire l’inizio di una nuova dimensione istituzionale, tecnicamente insussistente poiché non vi è stato alcun significativo mutamento costituzionale ma convenzionalmente ricondotta alle elezioni politiche del 1994, le prime dopo lo scardinamento degli storici partiti politici a seguito dell’inchiesta “Mani pulite”, il linguaggio della politica è divenuto più aggressivo.

Privilegiando la propaganda alla comunicazione politica, sono stati gradualmente abbandonati il confronto, la promozione della non violenza, l’accettazione degli altri e la composizione dei conflitti attraverso l’individuazione di punti convergenti, benché si tratti di elementi primari per la crescita culturale, sociale ed economica di un Paese. Una considerevole incidenza del cambio di rotta lo hanno avuto le piattaforme web, una straordinaria innovazione che ha consentito una interazione diretta dei politici con i cittadini. Ma a ben vedere più che sulla formazione di una coscienza sociale, la classe politica ha puntato ad allargare la platea dei “tifosi” per poi trasformarli in elettori. Il massimalismo etico nel contrastare i fenomeni ritenuti scorretti, è stato sventolato, soprattutto dai partiti e movimenti che hanno affidato le loro scelte ai click, come la bandiera della modernizzazione. Se è vero che il lessico politico condiziona più di ogni altro i cittadini, non è differibile la riconciliazione della politica con il sociale, che può essere conseguita soltanto attraverso una mediazione linguistica come ci hanno insegnato i nostri Padri Costituenti.