di Tonino Palmese
Il Mattino, 20 ottobre 2024
Il 4 marzo 2022, presso la sede storica dell’Università Federico II, la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania presentò il volume “La tutela delle vittime di reato”, un libro che faceva il punto sul corpus legislativo in merito alle vittime innocenti di reato, e al contempo raccontava l’esperienza di vicinanza della nostra Fondazione alle vittime innocenti, a partire dalla presa in carico sino all’accompagnamento psicologico e nelle aule dei Tribunali. L’opera, realizzata grazie alla sapiente regia dell’ex prefetto di Napoli, Marco Valentini, aveva uno scopo non soltanto scientifico, ovvero di raccontare in maniera didattica lo status di vittima innocente, ma anche sociale, comunitario, ovvero narrare la “carezza” che ogni giorno cerchiamo di donare, a nome dell’istituzione, a coloro che, per una falla nella sicurezza della nostra società, hanno subìto la perdita violenta di un congiunto.
In quell’occasione ripresi un’espressione che volutamente ho pronunciato nelle diverse occasioni che abbiamo incontrato i vari ministri dell’Interno e servendomi della nostra lingua napoletana, dissi “ce vò a ciorta pure a’ essere accisi o feriti” (ci vuole la fortuna pure a essere uccisi o feriti).
Un’iperbole non tanto surreale in quanto quel volume serviva e serve soprattutto a uno scopo: prima di tutto riconoscere attraverso l’innocenza la morte o il ferimento violento subìto da una qualsiasi persona. Non possiamo negare lo “stato di vittima” solo perché non si riesce a terminare con una sentenza la violenza subita da un innocente.










