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di Diana Cavalcoli

Corriere della Sera, 29 agosto 2022

A Roma, Palermo, Catanzaro e Napoli il progetto di Enel Cuore per contrastare la povertà educativa. Laboratori, eventi e confronti dedicati a giovani dai 12 ai 17 anni di quartieri disagiati.

Un “campo base”, ispirato a quelli degli alpinisti in vetta, dove però poter studiare, crescere, imparare e conoscere il mondo. Il tutto divertendosi e sentendosi al sicuro, come in tenda quando fuori soffia forte il vento. Si potrebbe raccontare così l’idea dietro al progetto “Base Camp - Presidi educativi Territoriali”, sostenuto da Enel Cuore e dall’Impresa Con i Bambini, per contrastare la povertà educativa degli adolescenti. Un’iniziativa a livello nazionale animata da lezioni gratuite, eventi e occasioni di confronto per ragazzi tra i 12 e i 17 anni. Si va dai tandem linguistici, conversazioni con giovani madrelingua da diversi Paesi del mondo, fino ai laboratori di Pop Art o le visite guidate per le strade delle città. Senza dimenticare l’aiuto quotidiano per lo studio e i compiti a casa offerto ai ragazzi. Un’attività che in estate vuol soprattutto dire sostegno a studentesse e studenti chiamati a sostenere gli esami di recupero dei debiti scolastici.

Ma andiamo con ordine. Base Camp nasce dall’esperienza maturata in piena pandemia, tra il 2019 e il 2021, dalle organizzazioni Laudes, Parsec, Dedalus, e Cesie (Centro Studi e Iniziative Europeo) nell’ambito del progetto “Base Camp for Future Education”, già sostenuto da Enel Cuore onlus. Un programma che ha consentito la riqualificazione e l’abbellimento di tre spazi educativi denominati appunto “Base Camp” a Roma, Napoli e Palermo e l’inaugurazione del nuovo centro a Catanzaro, coordinato dal Centro Calabrese di Solidarietà all’interno dell’IIS Petrucci Ferraris Maresca. L’ambizione dell’iniziativa è quindi ridurre e contrastare, attraverso il lavoro di alcune istituzioni scolastiche nelle quattro città, l’abbandono tra i banchi di scuola, dando nuove prospettive ai giovanissimi in difficoltà.

I Base Camp, infatti, si trovano in quartieri in cui è alta la percentuale di famiglie in condizioni di disagio socio-economico e in cui mancano servizi educativi e culturali attivi con continuità. Spiega il consigliere delegato di Enel Cuore, Filippo Rodriguez, che ha seguito passo dopo passo il progetto: “In Italia troppi ragazzi e ragazze vivono in una condizione svantaggiata in termini sociali ed educativi rispetto ai propri coetanei e non hanno gli strumenti per contrastarla. È necessario quindi offrire loro l’opportunità di colmare queste disuguaglianze attraverso iniziative e programmi che contribuiscono a valorizzarne il potenziale, i talenti e le abilità”.

Nelle quattro sedi Base Camp, nel triennio di progetto, si prevede così il coinvolgimento di circa 550 studenti e studentesse nelle attività di studio e 1.500 nelle iniziative di animazione culturale e territoriale. A livello complessivo (e con l’idea di favorire l’inclusione anche delle famiglie) si prevede il coinvolgimento in attività più continuative di almeno 120 docenti e 120 tra i familiari dei ragazzi.

Percorsi personalizzati - Ma come vengono aiutati in concreto i giovanissimi? In ognuno dei Base Camp, coordinati a Roma da Parsec all’interno del Liceo Classico e Linguistico Aristofane, a Napoli da Dedalus all’interno dell’ICS R. Bonghi e a Palermo dal Cesie all’interno dell’IMS Regina Margherita, vengono attivati dei “percorsi di educazione personalizzata”. Grazie a team di specialisti, sotto la supervisione didattica di Laudes, e a una programmazione di eventi culturali in collaborazione con la casa editrice Laterza, i ragazzi vengono seguiti costantemente e accompagnati in un percorso di crescita. Una formazione cucita su misura che tiene anche conto delle competenze oggi fondamentali per i giovanissimi.

Ad esempio, con Med - Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione, sono stati organizzati corsi e webinar di sensibilizzazione e rafforzamento delle competenze di cittadinanza digitale dei giovani. Che sono coinvolti anche in dibattiti e lezioni sull’attualità. Momenti di scambio che affrontano temi vicini agli adolescenti dal cyberbullismo al sessismo fino all’integrazione dei migranti. La volontà conclude Rodriguez è “contrastare la povertà educativa minorile e l’abbandono scolastico attraverso la creazione di un campo base che sia punto di riferimento aperto e inclusivo dal quale ogni adolescente potrà partire, con il sostegno di équipe di esperti, per affrontare al meglio il proprio percorso”. Ovunque porti il sentiero.