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di Davide Madeddu

Il Sole 24 Ore, 25 giugno 2023

Domenica 25 giugno in cinque città l’iniziativa della ong in collaborazione con l’associazione Plastic Free. Un lavoro per tornare alla normalità dopo il carcere. Riscatto che passa per formazione e istruzione, oltre che impegno in attività sociali. Dal mondo del volontariato e dalle istituzioni si alternano e moltiplicano le iniziative volte a dare una nuova possibilità a chi ha sbagliato cercando di attivare quel ponte che dal carcere arriva sino alle aziende e consente di avviare un percorso di reinserimento sociale. In questo contesto anche l’iniziativa che punta alla raccolta dei rifiuti abbandonati diventa un’occasione e un’opportunità irrinunciabile.

La seconda possibilità - È lo spirito che anima l’iniziativa messa in campo (per domenica 25) dalle associazioni “Seconda chance”, associazione del terzo settore, e “Plastic Free”, impegnata per contrastare l’inquinamento da plastica, a Genova, Reggio Emilia, Firenze, Secondigliano e Cagliari.

Obiettivo bonifica - Fine dell’iniziativa: bonificare le aree degradate con la raccolta di plastica, rifiuti e mozziconi di sigarette. Il tutto all’interno di un programma che mette assieme inclusione e rieducazione, rispetto dell’ambiente e della legalità. Spirito che in passato ha già visto partecipare più di 50 detenuti nelle giornate ecologiche che si sono svolte i a Bologna, Priverno (Latina) e Palmi (Reggio Calabria).

Le iniziative del passato - Quella messa in campo dalle due associazioni non è che una delle iniziative che vengono portate avanti per cercare di favorire il reinserimento dei detenuti proprio nelle attività lavorative. Non a caso, da diverso tempo, le aziende che si occupano di Ict hanno siglato protocolli per l’inserimento delle persone detenute in programmi di lavoro, così come fatto dall’Anci e Ance.

Uno stanziamento da 13 milioni - Non è comunque tutto, perché in viaggio ci sono anche altri provvedimenti e iniziative. È di venerdì 23 la comunicazione del ministero della Giustizia che ha dato il via libera a un decreto che stanzia 13 milioni di euro per il reinserimento dei detenuti “e per le attività organizzate negli istituti penitenziari destinate ad ampliare la formazione al lavoro”. Il decreto prevede 5 milioni di euro dedicati al reinserimento dei detenuti e dei condannati, anche mediante l’attivazione di percorsi di inclusione lavorativi e di formazione professionale, per la cura e assistenza sanitaria e psichiatrica, nonché per il recupero dei tossicodipendenti o assuntori abituali di sostanze stupefacenti, psicotrope o alcoliche.

“Il provvedimento attiva una stretta collaborazione tra Amministrazione della Giustizia, Regioni, Enti territoriali e Terzo settore - fanno sapere dal ministero - per attuare un sistema integrato di interventi volto a rafforzare la sicurezza del Paese, attraverso l’inclusione sociale delle persone in esecuzione penale”. Sono stati, inoltre, stanziati 8 milioni di euro per gli istituti penitenziari per ampliare le opportunità di lavoro professionalizzanti per oltre 1.500 detenuti.

L’accordo con il Cnel - Pochi giorni fa, inoltre, la firma di un accordo interistituzionale tra il ministero della Giustizia e il Cnel “volto alla promozione, con attività concrete, del lavoro e della formazione quale veicoli di reinserimento sociale per le persone private della libertà”. L’intesa, siglata dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dal Presidente del Cnel, Renato Brunetta, come si legge, “promuove una collaborazione orientata a diffondere le condizioni per un lavoro penitenziario formativo e professionalizzante, finalizzato all’utilizzo proficuo del tempo della reclusione e all’accrescimento delle competenze personali dei soggetti reclusi”.

La Cabina di regia - Previsto inoltre l’incremento dei percorsi di formazione anche universitaria e di riqualificazione professionale a favore dei detenuti e internati. E inoltre l’istituzione di una Cabina di regia con il fine di monitorare il perseguimento degli obiettivi indicati nell’accordo e informare periodicamente ministero e Cnel i risultati dell’attività svolta.