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di Gabriella Cerami

La Repubblica, 18 luglio 2024

Gli azzurri presentano alcune proposte di modifica al decreto voluto da Nordio per alleggerire le prigioni. Da Lega e FdI nessuna apertura. Forza Italia si smarca dalla maggioranza e chiede di andare oltre il decreto Carceri approvato dal Consiglio dei ministri la prima settimana di luglio. Decreto, voluto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che non pone rimedio al sovraffollamento delle prigioni, dove oggi vivono 14 mila persone in più rispetto agli spazi a disposizione e nei primi sei mesi e mezzo dell’anno 54 detenuti hanno deciso di farla finita dietro le sbarre. Quindi i senatori forzisti hanno presentato nove proposte di modifica al testo, che si trova all’esame della commissione Giustizia del Senato. Alcune di queste - se attuate - potrebbero consentire al detenuto di accedere anticipatamente a un regime di semilibertà. Tuttavia gli azzurri, in un secondo momento, hanno chiarito che le modifiche saranno comunque concordate con il dicastero. Quindi è tutto da vedere.

Per adesso, in particolare c’è la norma secondo cui possono “essere espiate in regime di semilibertà le pene detentive, anche residue, non superiori a quattro anni”. Oggi invece il tetto limite è di sei mesi. Ciò consentirebbe al detenuto, per alcuni tipi di reato e previa autorizzazione del giudice, di lasciare la prigione. “In questo modo cerchiamo di far fronte al problema del sovraffollamento, ma - sottolinea il senatore azzurro Zanettin - non vi è alcun automatismo”. È previsto anche che, “se la pena originaria eccede questo limite”, il condannato possa “essere ammesso alla semilibertà dopo l’espiazione di almeno un terzo della pena, oppure di metà”. Inoltre viene chiesta la detenzione domiciliare per il condannato di età pari o superiore ai settanta anni e per chi adduce gravi motivi di salute. “Il condannato, qualora non sia in grado di offrire valide occasioni di reinserimento esterno diverse dal lavoro, autonomo o dipendente, può essere ammesso, in sostituzione, ad un idoneo servizio di volontariato oppure ad attività di pubblica utilità, senza remunerazione”, si legge in un’altra proposta.

Gli emendamenti sono stati decisi da Forza Italia nel corso di una riunione con il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, sensibile al tema, tanto da non aver escluso fin dall’inizio la possibilità di trovare un’intesa sulla proposta di legge presentata da Roberto Giachetti alla Camera, che prevede di alzare da 45 a 60 per ogni semestre i giorni per la liberazione anticipata speciale. Difficile però, per gli azzurri, convergere sul testo di Italia Viva. Quindi hanno virato su questi emendamenti al testo, che alleggerirebbero in parte le prigioni, anche se Fratelli d’Italia e Lega non sarebbe disposti a concedere alcuna apertura o modifica.

Dopo l’astensione dei deputati di Forza Italia sull’emendamento, presentato dalla Lega al disegno di legge Sicurezza, per lasciare in carcere le donne in gravidanza e le madri di bambini di un anno, adesso si apre un altro fronte caldo quanto l’aria infuocata ad altissima tensione che si respira soprattutto in questo periodo dell’anno nelle carceri italiane: nei primi quindi giorni di luglio si contano ben sei suicidi.

Situazione che porta Giachetti a dire che gli “inizia a venirmi il dubbio che il governo punti a una situazione di tensione nelle carceri. Tutti, direttori degli istituti, polizia penitenziaria, sostengono che la situazione è ormai insostenibile. Consegniamo al governo una testimonianza di quello che noi abbiamo visto in prima persona perché non possano in futuro, se succede qualcosa, dire che non sapevano nulla. Loro lo sanno e hanno il dovere di intervenire. Sono rimasto basito dalle dichiarazioni del ministro della Giustizia oggi al question time, che ha escluso un nesso causale tra sovraffollamento e suicidi”. Perché così infatti ha detto il titolare del dicastero, scatenando l’ira del Pd che ha depositato 79 emendamenti e si è detto disponibile a votare quelli di Forza Italia. Ammesso che gli azzurri non ci ripensino.