di Liana Milella
La Repubblica, 4 ottobre 2024
Forza Italia brucia i tempi, il 23 ottobre già al via gli emendamenti. Detto fatto. Forza Italia accelera al massimo sulla separazione delle carriere, l’obiettivo di una vita che Silvio Berlusconi da premier non è mai riuscito a portare a casa. E invece ecco adesso che il governo di Meloni punta a farcela. Anche se, con una netta inversione di rotta, mette in secondo piano il premierato, costretto a una battuta d’arresto anche per via delle incertezze sulla legge elettorale.
Fatto sta che Nazario Pagano, il presidente forzista della commissione Affari costituzionali della Camera, apre l’ufficio di presidenza con un altolà. Si voti subito, già la prossima settimana, il testo base della separazione delle carriere, con un timing assai stretto, andare alla presentazione e al voto degli emendamenti per il 23 ottobre. Ovviamente con l’obiettivo di approvare addirittura prima di Natale, incuneandosi nella sessione di bilancio, la riforma costituzionale più indigesta per la magistratura. Un’accelerazione che la scorsa settimana aveva imposto ai suoi, in modo assai brusco, il capogruppo forzista al Senato Maurizio Gasparri.
Al contempo ecco partire dalla Camera una sorta di cadeau per gli avvocati - lo stesso Pagano esercita proprio questa professione a Pescara - che a Reggio Calabria nel fine settimana tengono il congresso straordinario dell’Unione delle camere penali dove proprio Pagano terrà una relazione sul nuovo equilibrio tra magistratura e costituzione. Ci saranno il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli (anche lui avvocato) e il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia. Da lui potrebbero partire i fulmini contro la separazione che prima o poi si concretizzeranno in uno sciopero. Viene data per certa la presenza del Guardasigilli Carlo Nordio. E non manca la voce della politica con la new entry in Forza Italia Enrico Costa e il capogruppo in commissione Giustizia della Camera Tommaso Calderone.
A fronte delle opposizioni, Pd, M5S, Avs, che hanno dovuto constatare l’accelerazione di Pagano e prendere atto del suo annuncio - “Abbiamo chiuso le audizioni, adesso dobbiamo passare al testo base e agli emendamenti” ha detto durante l’ufficio di presidenza fissando anche le prossime date - bisogna registrare proprio la soddisfazione di Costa che ci tiene a ricordare adesso “come la mia sia stata la prima proposta di legge sulla separazione delle carriere in questa legislatura”.
Peraltro proprio l’ex di Azione aveva contestato duramente la scelta di Nordio di presentare un suo disegno di legge costituzionale a fronte dei quattro ddl già presenti alla Camera e che per giunta erano arrivati al testo base un anno fa, cioè lo stesso punto che si registra adesso. Già allora Costa parlava di “un’inutile perdita di tempo”. Per fortuna - guardandola dal fronte della magistratura - si sono persi dei mesi in vista di una riforma che, subito dopo l’approvazione a palazzo Chigi, a fine maggio, il presidente dell’Anm Santalucia aveva giudicato “inutile e dannosa”.
A mostrare entusiasmo adesso è soprattutto il forzista Pietro Pittalis, vice presidente della commissione Giustizia della Camera, che vede già “un’approvazione spedita”, e “col grande supporto di Forza Italia”, per “garantire alla magistratura giudicante e a quella requirente l’indipendenza, la credibilità e l’autorevolezza indispensabili per svolgere le loro funzioni al servizio dei cittadini e del Paese”. Ovviamente questo è da vedere, perché all’opposto tutti i giudici sono in subbuglio e vedono questa riforma costituzionale solo in chiave punitiva.










