di Domenico Letizia (Nessuno tocchi Caino)
Il Garantista, 24 febbraio 2015
Le strutture monitorate sono quelle di Nis, Sremska Mitrovica, Zabela Pozorevac, Voljevo e l'ospedale psichiatrico di Belgrado. L'Organizzazione non governativa Comitato Helsinki per i diritti umani della Serbia, durante l'anno 2014, ha svolto un duro lavoro di analisi e monitoraggio pertinente alle strutture penitenzierie dello stato serbo.
Nella seconda metà del 2014, il gruppo Helsinki serbo con la collaborazione di altre organizzazioni per la tutela e promozione dei diritti umani ha osservato e analizzato la situazione dei sei istituti penitenziari giurisdizionalmente sotto il controllo del Ministero della Giustizia della Serbia. Le strutture monitorate sono Nis, Sremska Mitrovica, Za-bela, Pozorevac, Voljevo e l'ospedale psichiatrico di Belgrado. Oggetto di monitoraggio sono stati anche il lavoro, il funzionamento e le procedure seguite dagli Uffici per le sanzioni alternative di Nis, Sremska Mitrovica, Zabela, Pozorevac, Voljevo e Belgrado.
Un rapporto dettagliato che analizza anche lo stato del funzionamento delle pene alternative dovrebbe essere pubblicato tra qualche settimana da parte del Comitato. Alcune osservazioni riguardati le strutture penitenziarie controllate sono state lo stesso rese pubbliche. Il 16 e 17 Ottobre 2014 il gruppo ha visitato il carcere di Sremska Mitrovica.
Molti padiglioni della struttura non risultano in regola con l'impianto legislativo serbo. La struttura penitenziaria registra un sovraffollamento. Sono presenti 2048 detenuti, mentre la struttura potrebbe ospitarne un massimo di 1300. Sono ben 89 i detenuti in attesa di giudizio e risulta essere inadeguato il numero degli agenti penitenziari. Pochi gli educatori presenti, che riescono a soddisfare le esigenze del solo 30% dei detenuti della struttura.
Il 29 e 30 Novembre 2014 il team ha effettuato una visita ispettiva presso la struttura penitenziaria di Nis. La casa circondariale, dal punto di vista strutturale, sembra aver apportato dei miglioramenti rispetto all'anno 2013. I detenuti hanno dei dormitori da poco imbiancati, nuovi pavimenti e servizi igienici. Sono stati stesso i detenuti ad affrescare l'interno della cappella penitenziaria di nuova costruzione.
Nonostante gli evidenti sforzi della struttura penitenziaria nel miglioramento delle condizioni detentive estremamente tangibili sono anche le problematiche: il numero di agenti penitenziari è stato ridotto, il numero di educatori è inadeguato alle esigenze della struttura e sono state registrate un elevatissimo numero di misure disciplinari nei confronti dei detenuti. Il giorno della visita ispettiva, il gruppo Helsinki ha costatato che i detenuti presenti in attesa di giudizio erano ben 95. Un terzo dei detenuti presenti sono persone con disabilità mentali.
Il numero dei detenuti è risultato essere di 1256 persone di cui 308 tossicodipendenti e 84 alcolisti. Il 19 Novembre 2014, il gruppo ha effettuato una visita ispettiva presso il carcere femminile di Pozarevac. Il direttore della struttura ha comunicato che sulle 251 donne presenti solo 100 di queste sono adoperate in lavori legati alla struttura penitenziaria: cucito, giardinaggio e pulizia. Nel 2014, in tale struttura, sono stati registrati 53 provvedimenti
disciplinari di cui ben 38 sono stati puniti con il carcere duro. Successivamente, il 20 Novembre 2014, il Comitato Helsinki ha visitato il carcere di Zabela. Dal 2013 il numero dei detenuti risulta aumentato. La popolazione detenuta è cresciuta da 1459 a 1584. Molti i "prigionieri" assegnati al reparto di massima sicurezza: 1261. Solo il 30% dei detenuti è impegnato in qualche attività lavorativa. La struttura risulta avere alle dipendenze un solo addetto impiegato presso gli uffici per le sanzioni alternative, mentre altri due impiegati sono in regime di lavoro part-time. Le condizioni di vita dei detenuti risultano essere migliorate nel corso del biennio 2012-2014 e i dormitori sono stati dotati di nuovi letti e armadietti.
Durante il corso del 2014 si è registrato un calo vertiginoso degli agenti penitenziari impiegati di servizio presso la struttura, condizione che può creare problematiche nel controllo e nella tutela della struttura e dei detenuti. L'Ong ha visitato la struttura psichiatrica di Belgrado il 2 e il 3 Dicembre 2014. Nel Maggio 2014, in seguito ad una inondazione la struttura venne danneggiata e molti degli internati trasferiti nella struttura penitenziaria di Belgrado. La ricostruzione del complesso si è avuta grazie a dei finanziamenti che il governo della Norvegia ha versato allo stato serbo. La struttura penitenziaria, durante la visita degli esperti, aveva una popolazione detentiva di 260 reclusi.
Nel 2014 la direzione del complesso penitenziario ha emesso 342 provvedimenti disciplinari nei confronti degli internati, un numero che risulta essere spaventosamente alto. Nel solo 2014 molti dei detenuti sono stati puniti con un totale di 964 giorni di isolamento. Al momento della visita ispettiva solo un addetto risultava impiegato a tempo pieno presso l'Ufficio per le sanzioni alternative mentre un altro addetto risultava impiegato soltanto per tre giorni alla settimana. Il Comitato di Helsinki per i diritti umani della Serbia è una organizzazione non governativa e non profit che si occupa di questioni legate ai diritti umani in Serbia.
Costituitasi nel Settembre del 1994, come molti comitati nazionali Helsinki per i diritti umani costituitisi dopo lo scioglimento della Federazione internazionale di Helsinki per i diritti umani. Il Comitato ha la sua sede principale a Belgrado. Il lavoro del Comitato è stato descritto, da molti accademici e professionisti del diritto internazionale umanitario, come fondamentale per il processo di trasformazione della Serbia dal suo recente e macabro passato per la definitiva integrazione europea in corso. Il Comitato Helsinki per i diritti umani è presente anche in Italia di cui è segretario l'editore, storico e politologo esperto di diritti umani Antonio Stango.
La situazione della giustizia e delle condizioni carcerarie, come si evince anche dai primi riscontri del rapporto serbo, merita un'analisi europea, concrete proposte dall'Unione Europea e dagli organismi predisposti alla tutela dei diritti umani. Anche osservando tali analisi, Marco Pannella e il Partito Radicale sono stati premonitori di una situazione legata alla giustizia, alla malagiustizia, che in tutta Europa presenta delle difficoltà e una perenne violazione delle convenzioni internazionali per il rispetto della dignità umana.











