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di Sara Olivieri


Il Secolo XIX, 16 marzo 2021

 

Saranno coinvolti in manutenzioni, interne ed esterne, ma anche nelle biblioteche, nel servizio mensa e nell'allestimento di eventi. Inaugurata nel 2016, la collaborazione tra il Comune di Sestri Levante e la casa di reclusione di Chiavari continua. Le modalità sono contenute nel protocollo - rinnovato nei giorni scorsi - che permette l'impiego di detenuti in attività lavorative per favorire la loro integrazione. Nel caso del Comune sestrese, il loro impiego non è solo nell'ambito delle manutenzioni, interne ed esterne, ma anche nelle biblioteche, nel servizio mensa e nell'allestimento di eventi a cura della società Mediterraneo Servizi.

Al momento sono due i detenuti che partecipano al progetto, su diciassette in totale coinvolti negli ultimi cinque anni. Per l'ente locale si tratta di una buona prassi che offre opportunità rieducative e il miglioramento della qualità della vita dei soggetti coinvolti, grazie al riavvicinamento al mondo del lavoro e attraverso un percorso di consapevolezza e cambiamento, promuovendo la partecipazione alla vita civile. "Ringrazio la direzione della Casa circondariale di Chiavari per il supporto in questo percorso, che costituisce un ottimo modello di integrazione socio lavorativa, in grado di dare concretezza all'elemento rieducativo e di recupero sociale, che dovrebbe essere il fine più importante della pena detentiva - dichiara la sindaca Valentina Ghio - Dare l'opportunità di un riavvicinamento con il mondo del lavoro, seppure parziale e graduale, significa dare ai detenuti concrete possibilità di una vita normale una volta scontata la pena. È evidente il valore formativo di questo tipo di esperienza, che si unisce al beneficio indiretto di cui godono i cittadini".

Il programma è stato messo a punto partendo dalle professionalità di ciascun detenuto già all'interno del carcere, allo scopo di prevenire processi di emarginazione sociale una volta scontata la pena. "Il protocollo ha permesso in questi anni di realizzare diversi interventi sugli immobili affidati a Mediterraneo - spiega l'amministratore della società, Marcello Massucco - ma ancora più importante è stata senza dubbio la funzione di primo reinserimento sociale dei detenuti".