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di Carla Chiappini*

Ristretti Orizzonti, 22 giugno 2023

Sono tanto stanca che non riesco nemmeno più a riposare. Sono stanca anche di continuare a vedere ingiustizie, pigrizie istituzionali, scelte insensate, vite sospese e affaticate ben più della mia Sono stanca di vedere il pallore e la magrezza di Ciro e la sua chemioterapia tra ospedale e una cella bollente. Bollente sì, e non è un’esagerazione perché in questa stagione le carceri, soprattutto quelle “moderne”, più recenti sono davvero bollenti e i rari ventilatori muovono aria bollente.

Sono stanca perché non so più cosa proporre a queste persone che vivono recluse da più di trent’anni, che hanno sperimentato anni e anni di 41 bis, che (per fortuna non tutti) hanno conosciuto la violenza istituzionale a Pianosa e Asinara, che hanno commesso reati gravissimi a cui lo Stato ha risposto con una pena infinita che non di rado ha toccato la tortura.

Come tutte quelle volte in cui i Magistrati hanno fatto promesse pur sapendo che non le avrebbero mantenute e tutte queste estati in cui il caldo non dà tregua nelle celle poste sotto un tetto di cemento armato, le ore d’aria nel momento più caldo della giornata e le attività sempre nelle ore bollenti, le più bollenti del giorno.

Sono stanca di inventarmi incontri e riflessioni per una crescita umana che non è pensabile in queste condizioni in cui l’unico esercizio possibile è quello della pazienza, della sopportazione e della resistenza Una sopportazione che genera solo altra sopportazione, una resistenza che insegna a resistere ancora più forte; non certo a riflettere, a crescere, a sviluppare altre competenze.

Che senso ha? Indagini già concluse che stazionano sulle scrivanie dei magistrati, pagine di relazioni positive dagli istituti di pena che dormono da mesi, forse da anni.

Ma ha senso tutto questo? A chi giova?

Non sarebbe ora di mettere alla prova queste persone, di allargare le maglie della libertà e osservare come si sanno muovere nel mondo, un mondo che non conoscono nemmeno, che hanno lasciato per l’appunto trenta e più anni fa, che è cambiato tantissimo come anche loro sono cambiati tantissimo? In tutti i sensi, fisicamente, intellettualmente, spiritualmente.

Mettete tutti i vincoli che ritenete utili, tutte le limitazioni e tutte le regole, ma cominciate a lasciarli camminare almeno un po’, perché davvero tutto questo accanimento è troppo anche per chi tra noi ha ben chiare le regole del vivere civile, per chi non ha mai avuto ambiguità o piaggeria nel condannare le scelte violente e i reati, opponendo sempre i valori della legalità e del rispetto del prossimo e di sé.

Pensate a forme di accompagnamento, a serie verifiche periodiche, a percorsi monitorati ma onorate la Costituzione di cui troppo spesso tutti ci riempiamo la bocca e aprite qualche spazio di ricostruzione per chi ha sbagliato tanto, ha tanto fatto soffrire e ha tanto sofferto ma comunque ha studiato, si è impegnato e ha tenuto ben stretti i fili delle relazioni buone con le proprie famiglie che aspettano da un tempo che ha dell’incredibile.

*Giornalista che coordina la redazione di Ristretti Orizzonti a Parma